Centrodestra, strappo in Provincia Lega contro le deleghe di Caruso

Lite sui ruoli ottenuti da Fratelli d’Italia, De Santis: «Scelte autoritarie, la coalizione non coinvolta» La replica: «Decisioni nel pieno rispetto delle forze politiche, la vicepresidenza spetta al più votato»
L’AQUILA. Le tensioni nel centrodestra arrivano a incendiare anche quell’oasi di pace che era la Provincia dell’Aquila. È la Lega a scagliarsi contro il presidente Angelo Caruso e il suo partito, Fratelli d’Italia. «Territori divisi e scelte autoritarie»: così Francesco De Santis, assessore aquilano e portavoce della Lega Abruzzo, bolla le deleghe assegnate nei giorni scorsi ai nuovi consiglieri provinciali. Il primo nodo è quello sulla vicepresidenza della Provincia, assegnata al sindaco di Gioia dei Marsi (di FdI) Gianluca Alfonsi, il più votato alle elezioni provinciali di fine dicembre. Il secondo nodo è legato al primo: la delega alla viabilità dell’area dell’Aquila è stata tolta alla consigliera leghista Gabriella Sette che ce l’aveva nel passato mandato e affidata all’ex vicepresidente (anche lui di FdI) Vincenzo Calvisi. A Sette è toccata l’edilizia scolastica.
De Santis esprime «forte disappunto riguardo le decisioni unilaterali del presidente della Provincia. Quest’ultimo, membro di FdI, ha assegnato autonomamente le deleghe ai consiglieri provinciali eletti, senza consultare le segreterie provinciali del centrodestra». Quindi ancora: «Un atteggiamento offensivo per la dignità dei partiti della coalizione, che si sono riuniti più volte per concordare la lista e che hanno lavorato a sostegno di Caruso. Nessun ragionamento con le segreterie provinciali è stato però fatto per decidere a chi andassero affidate vicepresidenza, gestione delle viabilità e delle scuole. Chiederemo la convocazione urgente delle segreterie provinciali del centrodestra. Ci auguriamo che la riforma delle Province arrivi presto, così da permettere ai cittadini marsicani, peligni e aquilani di votare i propri rappresentanti».
La replica di Caruso: «Il conferimento delle deleghe – che ho assegnato 4 volte da presidente – sono state sempre apprezzate per equilibrio e coerenza, perché assunte nel pieno rispetto delle forze politiche. Inutile ricordare che la vicepresidenza spetta naturalmente al primo degli eletti. Del resto nei 6 anni non si sono avute crisi. Il ritorno all’elezione diretta è una proposta che l’Upi chiede da anni per sganciare il risultato dalle casacche che oggi consentono a tanti di essere eletti avvalendosi del consenso nazionale del partito di appartenenza. Resto a disposizione per ogni chiarimento, magari di ordine geografico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

