Centrosinistra, si cerca il candidato

23 Gennaio 2022

Il movimento “Primavera aquilana” chiede una figura terza rispetto ai nomi emersi

L’AQUILA. «Per rispettare l'impegno di trasparenza e partecipazione che ha caratterizzato il nostro percorso fin dall'inizio, vogliamo condividere con tutti le evoluzione del dibattito nel cosiddetto "tavolo di coalizione" del centrosinistra e la posizione che abbiamo espresso in quel luogo». Lo affermano i componenti del movimento “Primavera aquilana” che chiedono una candidatura alternativa rispetto ai nomi già emersi.
«L’unità di tutto il centrosinistra in un’area ampia che comprenda anche le esperienze e l’elaborazione di soggetti come Primavera Aquilana è l’unica strada da seguire se si vuole davvero che la città non sia di nuovo nelle mani della giunta Biondi. E unità di tutta la coalizione, per noi, vuol dire che tutti i soggetti si riconoscano in un unico candidato sindaco (o candidata sindaca) superando le divisioni che ormai sono evidenti sia tra gli esponenti politici che in città. Secondo noi l’unica maniera per riuscirci è pensare a una candidatura “terza” rispetto a quelle divisive in campo, che venga dal mondo dell’impegno civico e sociale, evitando invece il ricorso alle primarie che in questo caso servirebbero solo ad alimentare ulteriormente le divisioni. Per questo non siamo disposti a considerare le Comunali dell’Aquila come meramente strumentali ad altri appuntamenti elettorali, o a dinamiche tattiche che hanno come legittimo obiettivo l’ambizione personale, ma non direttamente il bene collettivo. Visto quanto emerso nei primi confronti e considerato che resta chiaro lo stallo e la divisione netta rispetto alle candidature proposte dai partiti, proponiamo che tutti facciano un passo indietro per fare tutti insieme un passo in avanti, scegliendo – insieme – un/una candidato/a che provenga dal mondo dell’impegno civico e sociale, che possa rappresentare e riunire il popolo di centrosinistra all’insegna del rinnovamento. Come Primavera Aquilana non vogliamo imporre una candidatura “nostra” e siamo aperti e aperte a valutare ogni proposta che abbia però queste caratteristiche. Siamo convinti e convinte che sia l’unico modo per dare un senso ai nostri confronti e alle neonate “commissioni” interne al tavolo: diversamente, qualora permangano candidature divisive e la direzione sia un’altra, verrà meno la condizione sufficiente e necessaria all’unità e quindi saremo costretti a chiamarci fuori dal confronto».
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