Cerasani suona la carica: pronti a scrivere la storia

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Quattordici vittorie, sei pareggi e due sole sconfitte (contro Fucense e Guardia Vomano), ma per toccare il cielo con un dito, ancora non basta. Il traguardo è vicinissimo,...
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Quattordici vittorie, sei pareggi e due sole sconfitte (contro Fucense e Guardia Vomano), ma per toccare il cielo con un dito, ancora non basta. Il traguardo è vicinissimo, ma la concorrenza non molla, e se il San Benedetto Venere vorrà coronare il proprio sogno, dovrà essere capace di soffrire ancora per altre quattro partite. Quattro impegni da far tremare i polsi, a partire da quello di domani (inizio ore 15), che vedrà di fronte i giallorossi ad un San Gregorio che in teoria potrebbe anche riaprire i giochi. Due sole sconfitte per la neo promossa, condite nel mezzo da un gran numero di goleade, grazie soprattutto alla classe di Giuseppe Catalli, genio a volte incompreso e giocatore che ha dimostrato di meritare ben altre categorie. Per lui parlano le 23 reti in 21 partite (capocannoniere del girone A), ma soprattutto le due sue assenze che si sono rivelate determinanti in occasione delle squalifiche. Ma ormai è inutile recriminare su certi passi falsi che avrebbero potuto incanalare il discorso in ben altro modo.
Domani potrebbe decidersi l’intera stagione e il presidente Beniamino Cerasani ne è consapevole. Al vertice societario dal 2010, il patron giallorosso sta vivendo queste giornate con l’animo di chi sa che la posta in palio è molto importante: «Ho già vinto tre campionati e una coppa Abruzzo, ma questo finale di campionato ha un sapore tutto particolare, perché abbiamo l’opportunità di salire in una categoria che per il nostro paese rappresenta un traguardo di assoluto prestigio». Tredici anni conditi da tanti ricordi: «Ricordi poco piacevoli all’inizio», afferma Cerasani, «perché a causa di certi trascorsi, all’epoca nessun calciatore voleva più venire a giocare da noi, e in un attimo siamo passati dal paese che aveva dato i natali a Domenico Morfeo, a quello dove il calcio stava per scomparire del tutto, ma con la determinazione che ci ha sempre contraddistinto, ora siamo pronti a scrivere una nuova pagina della nostra storia sportiva». Ma come ha preparato questa gara mister Berardino Di Genova? Come sta vivendo, lui che è nato e vive a San Benedetto, questo match? «Con l’animo di chi è consapevole di aver fatto tutto il possibile per arrivare al traguardo». Una affermazione che la dice lunga sullo spirito che anima i fucentini, assolutamente in simbiosi con la tifoseria per questo appuntamento: «In paese non si parla d’altro», prosegue il tecnico, «ma la pressione non ci spaventa e pur sapendo che l’avversario che ci propone il calendario è fra i migliori del girone, facciamo affidamento sulle nostre qualità, che sicuramente non sono poche, considerato che siamo in testa praticamente dall’inizio».
Il capitano Alessandro Ettorre di gol in carriera ne ha segnati circa 150, ma non si sente affatto appagato e domani promette di dare ancora una volta il massimo: «La mia rete più importante è stata quella che ho messo a segno nello spareggio contro il Raiano nel 2015. Avevo solo 18 anni, ma il ricordo è ancora vivo perché quella rete ci permise di salire di categoria per arrivare pian piano dove ci troviamo oggi, e state tranquilli che il meglio deve ancora arrivare». Due allenatori ama ricordare la punta giallorossa: «Berardino Di Genova e Paolo Giordani, due che sanno di calcio come pochi e ai quali devo la mia maturazione».
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