Cerchio pronta ad abbracciare i 45 orfani scampati alle bombe

L’arrivo del bus della Protezione civile è previsto per oggi. Già pronti vestiti, giocattoli e tanto affetto Milano (Centro servizi volontari): «Aiutiamoli». E Sante Marie cerca case per ospitare altri profughi
CERCHIO. L’arrivo dei 45 bambini ucraini rimasti orfani è previsto nel pomeriggio di oggi a Cerchio, salvo imprevisti. Insieme a loro vi sono cinque accompagnatori. Arriveranno con un pullman della Protezione civile. Sono bambini la cui età varia dai 5 ai 12 anni. Cerchio li accoglierà nel migliore dei modi. L’amministrazione comunale, col supporto di associazioni di volontari, ha predisposto già tutto. La Protezione civile ha fornito letti e materassi, il Comune stesso coperte e lenzuola. Il presidente regionale dell’associazione Alpini ha fatto avere viveri, vestiti e giocattoli, mentre la sezione Alpini di Cerchio si è presa l’impegno di assicurare la colazione, il pranzo e la cena. Bambini e accompagnatori verranno alloggiati in due appartamenti finora adibiti a Casa famiglia e nell’Ostello della locale sezione Alpini. A Cerchio troveranno soprattutto affetto e un intero paese mobilitato per l’accoglienza.
L’APPELLO
«Il Comune di Cerchio», rileva Gino Milano, vice presidente regionale del Centro servizi volontari d’Abruzzo e presidente Rindertimi, «che va ringraziato per la disponibilità ad accogliere questi bambini, non può fare tutto da solo. Bisogna mettere a disposizione di questi piccoli psicologi, assistenti sociali, mediatori linguistici, dato che non parlano la nostra lingua. L’accoglienza e l’ospitalità sono una cosa, la condivisione è altra cosa. Da qui la necessità di creare una task force di persone competenti che aiutino questi bambini a superare il trauma subìto e a integrarsi. Vanno dunque coinvolti associazioni di volontariato, parrocchie, operatori culturali e soprattutto il gruppo di donne ucraine che ha costituito La madre ucraina. Si potrebbe poi pensare anche ad affidare a famiglie locali alcuni di questi bambini in attesa di adozione, snellendo le procedure. In tal senso una mano potrebbe darla il tribunale per i minorenni».
CASE A SANTE MARIE
Il Comune di Sante Marie, intanto, cerca alloggi da mettere a disposizione delle famiglie ucraine. Nei giorni scorsi l’amministrazione ha accolto una famiglia ucraina che si è ricongiunta con dei parenti residenti da tempo in paese. La vicinanza dimostrata dalla comunità locale ai profughi ha avuto un’eco importante tanto che ieri sono arrivate in Comune altre richieste di ospitalità da parte di famiglie fuggite dal loro Paese. «Siamo stati contattati da alcune istituzioni che si occupano di dare ospitalità ai profughi», commenta il sindaco Lorenzo Berardinetti, «chiunque voglia mettere a disposizione la propria abitazione per accogliere le famiglie ucraine in fuga dalla guerra può mettersi in contatto con il Comune e insieme cercheremo di aiutarle. Tutte le persone che abbiano un’abitazione o anche una stanza da offrire per un certo periodo ai profughi ucraini può contattare il numero 339.2301774 oppure l’indirizzo mail sindaco@comune.santemarie.aq.it».
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