Cesolino, due anni senza sport La riqualificazione si è arenata

La struttura ex Don Orione resta chiusa. L’imprenditore Del Fosco: «Tempi più lunghi del previsto ma il progetto andrà avanti nella sua interezza». L’assessore Presutti auspica una soluzione
AVEZZANO. L’esercitazione di Protezione civile, in programma domenica mattina, prevede un’area di attesa per la popolazione anche in zona Cesolino, l’ex complesso sportivo chiuso e in abbandono da due anni.
L’area d’attesa che non ci sarà (se non all’esterno) ha fatto tornare a galla il caso Cesolino. Che fine ha fatto il progetto di riqualificazione? L’istituto Don Orione ha ceduto l’intera struttura all’imprenditore locale Domenico Del Fosco.
Il complesso, realizzato negli anni Sessanta, ha svolto sul territorio una funzione sociale di altissimo livello, restando un punto di riferimento per intere generazioni di giovani prima e di anziani poi, permettendo a tutti di poter praticare attività sportive di ogni genere.
Del Fosco, che opera prevalentemente nel settore agricolo, ha rilevato l’intero complesso con l’intento di riqualificarlo nella sua interezza, progettando campi in erba sintetica, una palestra polifunzionale, insieme a un campo per la pallavolo e uno per il basket.
Ma nel frattempo qualcosa si è inceppato nell’iter realizzativo ed è lo stesso Del Fosco, contattato dal Centro, a spiegare i motivi.
«Gli interessi della mia famiglia», spiega Del Fosco, «sono essenzialmente nel comparto agricolo, per cui è ovvio che si antepongano gli eventuali problemi di questo settore a tutte le altre attività, ma posso confermare che il progetto Cesolino andrà avanti nella sua interezza, anche se con tempi leggermente allungati rispetto al previsto, e fra non molto dovrebbero arrivare anche le prime novità».
L’intenzione della nuova proprietà resta quella di creare un centro moderno e dinamico sempre al servizio dello sport. La cifra impegnata, come precedentemente spiegato dall’imprenditore Del Fosco, si aggira intorno ai 3 milioni di euro.
La fase progettuale era stata affidata all’ingegnere Antonio Spera.
Quanto poi all’utilizzo del campo sportivo per l’esercitazione di Protezione civile, indetta per domenica mattina, Del Fosco precisa che «ad oggi non ho avuto nessuna richiesta da parte del Comune di Avezzano, ma se anche dovesse arrivare, sarei disposto ad aprire i cancelli a condizione che chi di dovere si assuma le responsabilità per l’utilizzo di una struttura non a norma».
E su quello che per diversi decenni ha rappresentato un punto di aggregazione per diverse generazioni, l’assessore comunale allo Sport, Crescenzo Presutti, auspica una soluzione il più veloce possibile: «Come molti marsicani, anche io ho trascorso tante giornate in quell’impianto e ovviamente spero che quanto prima chi lo ha acquistato porti a compimento il progetto del quale ho appreso qualche particolare proprio dal vostro giornale. Trattandosi però di una struttura privata, come amministrazione comunale non abbiamo alcun diritto di poter interferire sulle decisioni della proprietà, a meno che non si configurino situazioni tali che impongano la requisizione dell’area per pubblica utilità».
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