Cgil in allarme per la ventilata chiusura del Convitto

L’AQUILA. La Cgil scende in campo contro la ventilata ipotesi di chiusura «di un’istituzione importante e qualificante come il Convitto nazionale». «Apprendiamo», sostiene la sindacalista Miriam Del...
L’AQUILA. La Cgil scende in campo contro la ventilata ipotesi di chiusura «di un’istituzione importante e qualificante come il Convitto nazionale».
«Apprendiamo», sostiene la sindacalista Miriam Del Biondo, «che per mancato raggiungimento delle iscrizioni previste il Convitto rischia di non essere autorizzato a continuare la sua storia. Nella piena consapevolezza dell’importanza per la nostra città di ospitare un Convitto, la cui storia risale agli inizi del ’800, ci indigna che siano ancora una volta numeri non più adeguati alla storia recente del nostro territorio, a decidere le sorti di un’istituzione della conoscenza. Ci indigna che questo avvenga nel più assoluto silenzio dei nostri amministratori che non comprendono la portata di quanto si sta perdendo. Il Convitto, che insieme al liceo classico Cotugno, è l’istituzione statale più antica della nostra città, fu tristemente coinvolto nei lutti del 6 aprile 2009 ed è attualmente dislocato in un musp, posto in una zona periferica distante e poco attrattiva della città; mentre non si hanno notizie di un’eventuale ricostruzione della sua centralissima e pregiata sede storica. La perdita di iscritti verosimilmente risente anche di questa dislocazione non ottimale, in una periferia non ben servita dai trasporti pubblici e, in generale, assimilabile ad un dormitorio. Al Convitto lavorano, educatori, collaboratori scolastici, cuochi, infermieri, guardarobieri. Invitiamo nuovamente ad un impegno concreto e fattivo», conclude De Biondo, «affinché i parametri numerici che tanto incidono sulla stabilità delle istituzioni scolastiche siano rapportati alle reali esigenze culturali, sociali e lavorative del territorio e, in questo caso particolare, invitiamo a rivalutare la presenza del Convitto nazionale Cotugno».
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