Charlie, a scuola per riflettere

La preside dedica un giorno di lezione a quanto accaduto
CASTEL DI SANGRO. Un giorno per pensare, riflettere e interrogarsi sul rispetto del prossimo, sull’importanza di riuscire a costruire un futuro improntato sul dialogo e non sulla violenza. L’eco dell’orrore di quanto avvenuto a Parigi ha raggiunto inevitabilmente i banchi delle scuole, diventando spunto per un confronto aperto e costruttivo tra alunni e docenti. E proprio ai diritti violati, alla libertà in tutte le sue forme di espressione è stata dedicata la giornata di ieri nell’istituto “Patini-Liberatore” di Castel di Sangro, dove il dirigente scolastico Cinzia D’Altorio ha voluto aprire una finestra sul presente e sulla tragedia che ha colpito al cuore non solo la Francia, ma l’intero mondo occidentale. «Gli studenti» ha spiegato la preside D’Altorio «hanno sottoscritto con consapevolezza il testo Je suis Charlie, condividendo opinioni con i proprio docenti e scambiando idee con i propri compagni. Abbiamo dedicato questa giornata ai diritti e ai doveri, al valore di poter esprimere liberamente il proprio pensiero nelle classi, come nella vita di ogni giorno». L’obiettivo di questa giornata di lezione di vita è stato quello di insistere sul valore dell’uguaglianza, ma anche sul rispetto della diversità. E l’iniziativa ha coinvolto e reso protagonisti gli studenti di tutti gli indirizzi di studio per fare in modo che, come ha sottolineato la preside, «le conquiste patrimonio dell'umanità non vengano messe in discussione se non per poter andare avanti e migliorare». In tutte le classi, quindi, sono stati organizzati dibattiti e realizzate attività laboratoriali sul tema, con un’iniziativa che è stata adottata non solo a Castel di Sangro, ma anche in numerose altre scuole abruzzesi. Gli studenti del Patini Liberatore hanno poi, in modo volontario e consapevole, sottoscritto il documento simbolico Je suis Chiarlie in cui si afferma: «Alle matite, la barbarie ha risposto con il fucile. In tutta la Francia e al di là dei suoi confini, quelli che affermano Je suis Charlie dicono: io sono libero e rifiuto di piegarmi alla paura. Noi ci uniamo a loro!».
Claudia Sette
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