Che paura nella bufera, un incubo il mio rientro da Parigi

di CHIARA BUCCINI Bufera di neve, raffiche di vento e una lunga notte di paura in autostrada. Fino all’arrivo in hotel. Questo l’inizio del diario di viaggio al mio rientro a Sulmona, l’altra notte,...
di CHIARA BUCCINI
Bufera di neve, raffiche di vento e una lunga notte di paura in autostrada. Fino all’arrivo in hotel. Questo l’inizio del diario di viaggio al mio rientro a Sulmona, l’altra notte, dopo alcuni giorni a Parigi con un gruppo del club Inner Wheel. Parto con il volo delle 20.55 diretto a Roma Ciampino, stanca ma felice: Parigi è la città dove torno sempre volentieri perché una metropoli in continuo movimento ma sempre elegantemente classica. Il programma prevede l'atterraggio a Ciampino alle 23 e poi in pullman verso Sulmona. È in quest’ultima parte del viaggio che vivo in pieno il feroce colpo di coda dell’inverno. All’uscita dall’aereoporto ci aspetta Francesco, l’autista del bus che abbiamo noleggiato. Siamo in 18, il gruppo è affiatato e stiamo vivendo gli ultimi scampoli di vacanza. Francesco ci avverte: sull’autostrada Roma-Pescara la situazione non è delle migliori, in particolare dalla Marsica a Sulmona.
La solita nevicata di marzo, penso io. Soltanto dopo un’ora capirò di essermi sbagliata. A Pescina ci troviamo, all’improvviso, in piena bufera. Raffiche di vento fortissime, manto stradale ricoperto di neve e visibilità pari a zero. A un tratto nessuno ha più voglia di ridere e scherzare, c’è chi comincia a chiamare casa, nonostante l’ora, per sapere come è la situazione a Sulmona. “Strade impraticabili e mezzo metro di neve”: questa la risposta comune che arriva attraverso i cellulari. Francesco diminuisce la velocità, è molto professionale alla guida e ci garantisce che arriveremo a destinazione. Promessa mantenuta. Arriviamo a Sulmona che sono le 2.30 di notte, increduli nel vedere una città ovattata nel silenzio e nella neve come in una fiaba nordica. In pochi secondi l’incredulità si trasforma nella consapevolezza di non poter prendere l’ auto per rientrare a casa. Alcuni amici devono raggiungere i paesi limitrofi dove la situazione è addirittura peggiore. Una parte del gruppo, me compresa, decide di dormire in hotel. Sono quasi le 3 . L’alternativa in città è l’unico albergo in centro che garantisce la reception 24 ore su 24. Francesco, nonostante abbia terminato il suo lavoro, non ci abbandona e ci accompagna. Ma le soprese non sono finite: perché l’albergo è pieno. Non sono l’unica a essere rimasta bloccata dalla neve. A salvarmi è la professionalità del titolare dell'hotel che trova subito camere libere in un’altra struttura di sua proprietà. Manca la corrente ma c’è il gruppo elettrogeno. Mi metto a letto che sono quasi le 4, la paura ha lasciato posto al sonno. Sogno Parigi, la Ville Lumière e la primavera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

