Chiede gratuito patrocinio ma non le spetta, condannata

31 Luglio 2016

L’AQUILA. Non ha i soldi per pagare l’avvocato per difendere la figlia minore, indagata in un procedimento penale, e chiede di poter accedere al gratuito patrocinio. Ma dai successivi controlli da...

L’AQUILA. Non ha i soldi per pagare l’avvocato per difendere la figlia minore, indagata in un procedimento penale, e chiede di poter accedere al gratuito patrocinio. Ma dai successivi controlli da parte della Procura della Repubblica emerge che il suo reddito è di poche centinaia di euro superiore al limite fissato per poter ottenere il beneficio, e il giudice la condanna per falso.

Protagonista della paradossale vicenda è una donna di Sulmona, che voleva risparmiare i circa mille euro necessari al pagamento dell’onorario di un avvocato di fiducia, e che ora, invece, ne dovrà pagare 49mila. È questa, infatti, la cifra che il giudice del tribunale dell’Aquila ha fissato con un decreto penale, commutando la pena detentiva di 12 mesi di reclusione (alla quale la donna era stata originariamente condannata), in pena pecuniaria. La donna, attraverso il suo legale, questa volta di fiducia, l’avvocato Alessandro Margiotta del Foro di Sulmona, ha già annunciato di voler fare ricorso contro il decreto penale, ritenendo la condanna «esagerata e fuori da ogni logica».

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