Chiesa della Croce, 3.500 firme inviate al Fai

7 Novembre 2020

Pizzoli, grande la partecipazione al bando per accedere ai contributi per il recupero dell’edificio sacro

PIZZOLI. Sono state inviate al Fai, (Fondo ambiente italiano), più di 3.500 firme raccolte per accedere ai contributi del bando promosso per la salvaguardia dei beni culturali, nello specifico per il restauro della chiesa della Croce di Pizzoli. «Ringrazio», ha detto il parroco di Pizzoli don Claudio Tracanna, «tutti coloro che si sono fatti promotori dell’iniziativa che ha come obiettivo, oltre la partecipazione al bando del Fai, anche quello di sensibilizzare la nostra comunità verso la salvaguardia di questa chiesa. Ed è motivo di soddisfazione il fatto che la maggior a parte delle firme sono state messe proprio dai pizzolani che tengono molto a questa chiesa. La partecipazione è stata davvero entusiasmante». Il conteggio definitivo delle firme spetta al Fai che comunicherà il risultato a febbraio prossimo. Fino al 14 dicembre 2020, si potrà ancora votare sia on-line che su moduli cartacei.
LA STORIA. Sul sito del Fai così viene descritto il piccolo tempio: «Chiesa a pianta ottagonale della metà del Seicento. Sorge sopra la pineta che sovrasta l’antica chiesa parrocchiale di Santo Stefano al monte e nei pressi del castello Dragonetti-De Torres. Ci si arriva attraverso una via crucis nella pineta di cui rimangono, anche se dirute, alcuni stazioni. L’edificio ha bisogno urgente di restauro in quanto la copertura è ormai crollata e del portale è rimasto solamente l’architrave in pietra bianca tipica della zona. Per l’edificio in oggetto è stato redatto dal Comune di Pizzoli e dalla parrocchia di Santo Stefano un progetto di restauro non solo della chiesa e della via crucis ma anche dell’area verde circostante. Il progetto, approvato e finanziato in parte dalla Soprintendenza, non ha mai visto la sua realizzazione a causa dei terremoti del 2009 e del 2016-17 che hanno interessato rispettivamente L’Aquila e il Centro Italia».
IL CASTELLO. La chiesa si trova a due passi dal castello Dragonetti-De Torres e da un’altra storica chiesa, quella di Santo Stefano a Monte. Il Castello è una costruzione che risale alla prima metà del Seicento, a pianta quadrata e con torrette angolari. Dell’edificio presistente rimane solo una torre pentagonale del XII secolo. All’interno si trova una torre medieevale pentagonale a cui con molta probabilità doveva agganciarsi la cortina muraria di cui rimangono alcune tracce, e con la quale dovette formare un unico impianto difensivo. L’attuale edificio seicentesco, ha pianta quadrangolare nei cui vertici si trovano le casematte di tiro, leggermente sporgenti e dotate di una serie di feritoie per archibugi. Per costruirlo i De Torres fecero demolire gran parte delle mura che circondavano la torre. Usato all’epoca come rimessa per il bestiame, conserva l’aspetto di un castello solo grazie alle torrette di avvistamento.
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