Chiesa di San Pietro chiusa tra le proteste

MASSA D’ALBE. Complice il bel tempo, le visite ad Alba Fucens in questi giorni hanno avuto un’impennata. Ad ammirare ciò che rimane dell’antica e florida città romana, vengono da tutta Italia. Dopo...
MASSA D’ALBE. Complice il bel tempo, le visite ad Alba Fucens in questi giorni hanno avuto un’impennata. Ad ammirare ciò che rimane dell’antica e florida città romana, vengono da tutta Italia. Dopo il sito, gli ospiti vorrebbero visitare anche la famosa chiesa di San Pietro, ma devono fare marcia indietro. Come è accaduto anche ieri. Un gruppo di turisti ha protestato rivolgendosi al Centro. La chiesa, infatti, è stata chiusa nel marzo 2020, a causa della pandemia. È stata riaperta due mesi dopo, per qualche giorno, poi è stata chiusa definitivamente. I visitatori, trovandola ancora inaccessibile, non riescono a farsene una ragione. La gestione della chiesa non è di competenza della Soprintendenza archeologia, beni culturali e paesaggio d’Abruzzo, bensì della Direzione regionale musei. A spiegare il motivo della mancata riapertura della chiesa di San Pietro è il responsabile della struttura, Mario Renzi. «Per riaprire in sicurezza questo importante monumento abbiamo bisogno di un supporto da parte del Comune di Massa d’Albe. C’è da rinnovare la convenzione con la custode e disporre di altro personale. Siamo certi di trovare l’amministrazione comunale, come al solito, disponibile a venirci incontro. Contiamo pertanto di potere riaprire la chiesa per la metà di giugno».
La chiesa di San Pietro, già tempio etrusco-italico del III secolo d.C., divenne chiesa cristiana, nel VI secolo e abbazia benedettina nel XII. Distrutta dal terremoto del 1915, nel secondo dopoguerra è stata restaurata in modo esemplare, come se fosse passata intatta attraverso il tempo. Cesare Brandi, critico d’arte, in “Terre d’Italia”, nel 1991, a proposito del recupero della chiesa di San Pietro scriveva: «Si tratta del restauro di gran lunga migliore che sia stato compiuto nel dopoguerra in Italia».

