Chiesa di Santa Giusta soffocata da arbusti e in attesa di restauro

Scenario di degrado e abbandono di fronte a Palazzo Centi L’architetto Ciciotti: «I soldi ci sono, nessuna dimenticanza»
L’AQUILA. Di fronte all’elegante e maestosa facciata di Palazzo Centi, il cui cantiere è stato ormai avviato da mesi, sembra quasi completamente dimenticata una delle chiese capoquarto più importanti della città: quella di Santa Giusta, nell’omonima piazza. Se la facciata principale della chiesa, infatti, è stata messa in sicurezza, al fianco del portone laterale spuntano arbusti e piante, mentre l’edera si arrampica sui tubi Innocenti delle impalcature. «Un problema che abbiamo già affrontato mesi fa, con un intervento urgente di bonifica d’intesa con il Comune, e che adesso si ripropone», spiega il responsabile unico del procedimento, l’architetto Augusto Ciciotti, che assicura: «Finalmente, con l’ultima delibera Cipe che interessa 113 monumenti nell’Aquilano, abbiamo avuto garanzia del finanziamento anche per Santa Giusta. Nelle prossime settimane vaglieremo un progetto già esistente».
I DANNI. Durante il sisma del 2009 sono crollate la vela campanaria della chiesa e la sottostante porzione di parete dell’ala meridionale del transetto. Lesioni profonde sono state riportate dalle volte interne delle absidi e nelle cappelle laterali della navata principale con l’attivazione di meccanismi di ribaltamento. Danni diffusi, con parziali crolli e profonde lesioni, all’intero corpo di fabbrica sia nell’apparecchiatura costruttiva che negli apparati decorativi. INTERVENTI. Negli anni si sono susseguiti diversi interventi, a partire dalla messa in sicurezza effettuata in somma urgenza dalle squadre dei vigili del fuoco subito dopo il terremoto. «Successivamente è stato realizzato un primo lotto di interventi che ha interessato tutta la parte absidale», spiega Ciciotti. «A seguito del terremoto del 2016 abbiamo poi ottenuto un finanziamento di circa 2 milioni, parte del quale è stato utilizzato per un intervento necessario per contenere il meccanismo di ribaltamento della facciata. Nel contempo abbiamo richiesto un ulteriore finanziamento, poiché con quello che era rimasto a disposizione si poteva fare ben poco».
NUOVI FONDI. Nella nuova delibera Cipe, che prevede finanziamenti per 113 monumenti dell’Aquilano ancora da ricostruire, è inserita anche la chiesa di Santa Giusta. «Si tratta di 5 milioni, che si aggiungono al milione e 200mila euro rimasti dalla precedente delibera», continua Ciciotti. «Questi fondi dovrebbero essere sufficienti almeno per completare la parte strutturale dell’edificio, poi si valuterà il da farsi in corso d’opera».
IL PROGETTO. «Avevo chiesto alla parrocchia, a inizio anno, di fornire il progetto che già era stato elaborato in passato», spiega il rup. «Questo dovrà essere oggetto di valutazione, insieme ai progettisti, nelle prossime settimane. Intendiamo, infatti, aggiornarlo anche alla luce della nuova disponibilità finanziaria, che dovremmo avere entro dicembre».
«NON È STATA DIMENTICATA». «Questa chiesa, come tutte le altre che aspettano di essere ricostruite, non è mai stata dimenticata», assicura l’architetto. «Basti pensare, che già da due anni c’era la richiesta di finanziamenti per i lavori all’interno e all’esterno della chiesa, che senz’altro è una delle più importanti in città». Eretta capoquarto nel 1272, la Santa Giusta intra moenia è uno dei rarissimi esempi architettonici aquilani non interessato da profondi rifacimenti e pesanti ristrutturazioni nel corso dei secoli, a vantaggio di una più lucida lettura delle componenti originarie e degli interventi modificativi nell’organizzazione volumetrica. L’imponente volume della chiesa, che fu concesso di edificare ai castellani di Bazzano, nella seconda metà del XIII secolo, dovette costituire polo di riferimento dei percorsi viari ed emergenza architettonica per l’intero quartiere.
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