Chiesa di Santa Maria Paganica Petizione per la ricostruzione

L’AQUILA. Dopo il sisma del 6 aprile 2009, nel dicembre dell’anno successivo, la riapertura della chiesa di Santa Maria Paganica, in pieno centro, grazie a un’innovativa copertura in vetroresina,...
L’AQUILA. Dopo il sisma del 6 aprile 2009, nel dicembre dell’anno successivo, la riapertura della chiesa di Santa Maria Paganica, in pieno centro, grazie a un’innovativa copertura in vetroresina, sembrava il passo preliminare verso la completa ricostruzione di quello che doveva diventare il simbolo dell’efficienza aquilana.
Da allora, tuttavia, di anni ne sono passati e la chiesa è stata chiusa nuovamente: la mancanza di interventi successivi, infatti, ha reso sempre più pericolante la struttura già gravemente danneggiata dal terremoto. Una situazione non più sostenibile, secondo molti aquilani, che nei giorni scorsi hanno avviato una petizione con raccolta firme per chiedere l’avvio dei lavori di ricostruzione della chiesa, ormai abbandonata a se stessa. Una petizione destinata al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, all’arcivescovo Giuseppe Petrocchi e al sindaco Pierluigi Biondi. «È una delle più antiche chiese della città ed è ancora nelle condizioni del 2009. Risulta pericolosa per le strutture circostanti», è spiegato nella petizione. L’edificio è stato profondamente danneggiato dal sisma, che ha provocato il crollo della cupola e di parte delle pareti laterali della chiesa. La storia di Santa Maria Paganica nel post-terremoto è stata piuttosto travagliata. Dagli Stati Uniti, durante il G8 dell’Aquila, arrivò la promessa di ricostruzione con tanto di dichiarazione di Michelle Obama. Una promessa poi ritrattata a favore di aiuti di più lieve entità. Sarebbero stati necessari almeno 4,5 milioni, mai arrivati. A oggi, intanto, la chiesa è stata ricostruita virtualmente, grazie al gruppo di lavoro coordinato dal professor Giovanni De Gasperis dell’Università dell’Aquila, che ha elaborato la realtà pre-6 aprile in un video che ha catturato l’attenzione di molti. A seguito dell’approvazione della legge 125 del 2015, che sanava il conflitto di competenza tra Stato e Curia su chi dovesse essere il soggetto attuatore per la ricostruzione dei beni ecclesiastici danneggiati dal sisma, affidando l’incarico agli uffici periferici del ministero Beni culturali, alla fine del 2016 l’intervento dell’Avvocatura dello Stato avrebbe dovuto risolvere le criticità legate all’applicazione del dettato normativo e sbloccare le gare d’appalto per la ricostruzione del Duomo, di Santa Maria Paganica e di altre 20 chiese del cratere. A oggi, però, di ricostruzione di Santa Maria Paganica non si parla proprio, mentre la chiesa versa nel totale abbandono e guarda in silenzio la ricostruzione, a pochi metri di distanza, di Palazzo Ardinghelli, prossima sede del Maxxi. (m.c.)
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