Chiesa San Marco, lavori per evitare crolli

27 Febbraio 2019

Segretariato beni culturali avvia le opere di messa in sicurezza, ma il conflitto Comune-parrocchia non è ancora definito

L’AQUILA. Sono ripresi lunedì i lavori nella chiesa di San Marco evangelista, in pieno centro storico, interessata già nei mesi scorsi da crolli di parte delle torri campanarie e delle navate. Dopo la decisione del Comune, datata 28 gennaio, di sospendere tutte le attività di cantiere strettamente adiacenti alla chiesa, infatti, il segretariato regionale ai Beni Culturali è corso ai ripari e ha dato il via a una serie di verifiche sulla struttura propedeutiche all’avvio dei lavori di restauro e riparazione. Un sospiro di sollievo anche per i tanti operai qualificati che prestano la propria opera nei cantieri della ricostruzione della zona, rimasti a casa nelle scorse settimane per motivi di sicurezza.
LA LETTERA. La decisione di dare vita alle verifiche del caso, presa nei giorni scorsi dal segretario regionale ai Beni Culturali, Stefano D’Amico, è stata comunicata al sindaco, Pierluigi Biondi, con una lettera. “Il 6 febbraio”, è spiegato, “è pervenuta a quest’ufficio l’ordinanza di procedere con urgenza a tutte le opere di messa in sicurezza, demandandone l’esecuzione a questo segretariato”.
LA POLEMICA. La missiva del segretario non risparmia qualche frecciatina: “Fatta salva ogni valutazione sulla legittimità del provvedimento adottato, poiché, per quanto di competenza si ritiene che in questo momento il principale obiettivo sia quello di garantire la conservazione del bene, si comunica che questo ufficio si è attivato per completare l’intervento di somma urgenza avviato nel 2016”. Infine, D’Amico precisa: “Per il futuro si auspica che vengano concordate preventivamente con gli uffici territoriali del ministero tutte le attività, attraverso opportuni confronti o tavoli di coordinamento per i quali si esprime la più ampia disponibilità”.
I LAVORI. Nella lettera sono specificati anche gli interventi partiti lunedì scorso: verifiche e adeguamenti dei puntellamenti a suo tempo effettuati e verifica statica delle due torri campanarie. “Eventuali ulteriori interventi potranno essere messi in atto solo a seguito degli esiti delle due citate lavorazioni, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili”, è sottolineato nel documento. La chiesa di San Marco è infatti al centro di un aspro conflitto tra l’ente parrocchia e il Comune riguardo alla normativa da applicare e le modalità di finanziamento. Lo scontro si è trasferito nelle aule giudiziarie e si attende il pronunciamento del Tar.
GLI OPERAI. Intanto, ieri, un operaio impegnato nella ricostruzione del centro, proprio nella zona di San Marco, si è fatto portavoce, con una lettera, delle difficoltà causate dall’interdizione della zona circostante la chiesa. «Sono uno dei tanti operai che purtroppo dal 28 gennaio non può svolgere il lavoro che era stato chiamato a fare», spiega. «Vorrei dal Comune o dall’ente parrocchiale chiarimenti sul potenziale pericolo rappresentato dalla chiesa, inagibile e pericolante e su eventuali misure che intendono adottare, per garantire la sicurezza dei cittadini. Vorrei anche che qualcuno mi spiegasse come mai solo a noi operai è stato interdetto l’ingresso e il transito, mentre le strade di accesso non sono state interdette al traffico e le attività commerciali e il call center della zona non sono state neanche informati. La domanda sorge spontanea: il rischio di crollo esiste davvero oppure no? E se esiste perché non è stata fatta un’ordinanza pubblica? Se invece il rischio non c’è, perché ci viene impedito di lavorare? La sicurezza dei cittadini non mi sembra tutelata, così come non si tutelano i nostri salari e il nostro lavoro».
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