Chiese da restaurare in cantiere 10 progetti
L’AQUILA. Aprire una decina di cantieri per il recupero e il restauro dei beni monumentali della città e dei comuni del cratere entro la primavera 2021. È questo il prossimo obiettivo del...
L’AQUILA. Aprire una decina di cantieri per il recupero e il restauro dei beni monumentali della città e dei comuni del cratere entro la primavera 2021. È questo il prossimo obiettivo del Segretariato regionale ai beni culturali nel lungo percorso della ricostruzione post sisma. Tra i cantieri che si intende far partire nel giro di sei mesi, le chiese di Santa Maria di Roio, nell’omonima piazza, Santa Chiara, a borgo Rivera, San Francesco di Paola, lungo via XX settembre, Santa Maria del Carmine a Paganica, San Giovanni Battista a Camarda e nella frazione San Pio di Fontecchio la chiesa benedettina del 1100 con annesso monastero di Santa Maria Agraiano, una delle testimonianze ecclesiastiche più antiche del territorio, ormai ridotta a rudere. «Per molti di questi edifici stiamo completando la progettazione» spiega l’architetto del Segretariato, Augusto Ciciotti. «Per quanto riguarda San Francesco di Paola esiste già un progetto, ma va adeguato perché il complesso è composto non solo dalla chiesa, che segue le normative della ricostruzione pubblica, ma anche da una parte residenziale, che fa riferimento alla ricostruzione privata. Il progetto da definire riguarda proprio l’edificio religioso». Per quanto riguarda gli altri monumenti, la progettazione è in fase avanzata, come spiega lo stesso Ciciotti che sottolinea: «Una volta concluso, il progetto deve essere presentato al Genio civile ed essere approvato. Si tratta di un iter che porta via qualche mese. In ogni caso confido di definire questa fase entro l’anno e di avviare le procedure di gara all’inizio del prossimo. Se tutto andrà bene, i primi cantieri apriranno a primavera». Si lavora, insomma, per fare in modo che i prossimi mesi siano determinanti in tal senso. «Vorremmo portare a termine alcune situazioni meno complesse», continua l’architetto. «Purtroppo non possiamo sperare di avere la stessa tempistica per cantieri come il Duomo o Santa Maria Paganica». Ci sono poi le esigenze dei comuni del cratere. «Ogni territorio rivendica le proprie necessità», dice Ciciotti. «Nessuna è da sottovalutare. Per questo stiamo concludendo la programmazione per la nuova delibera Cipe, che dovrebbe garantire nuovi fondi finalizzati oltre alla copertura di alcuni monumenti già in parte finanziati, come appunto il Duomo e Santa Maria Paganica, anche molti beni culturali delle frazioni». Per definire il nuovo programma ci è voluto circa un anno e mezzo. «Adesso stiamo aspettando l’ok definitivo da Roma», conclude Ciciotti. «Una volta definito il programma bisogna sperare che ci sia la volontà politica-istituzionale di portarlo in approvazione. Se così non fosse, alcuni cantieri si bloccherebbero, mentre altri non potrebbero partire».
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