Chiesetta abbandonata ora è un pericolo

10 Luglio 2019

Alloggia: a Paganica nell’antica Santu Rivoru (San Gregorio de Fore) stanno cedendo i puntellamenti

L’AQUILA. Un’antica chiesetta di Paganica conosciuta come Santu Rivoru (San Gregorio de Fore) rischia il crollo, che significherebbe, tra l'altro, l'impossibilità di restaurarla e restituirla alla comunità paganichese.
La questione è stata segnalata più volte dagli abitanti della zona di Pietralata (dove si trova Santu Rivoru), anche attraverso la stampa locale, ma per ora tutti gli appelli sono rimasti senza risposta.
Il piccolo tempio religioso, che è a ridosso di una strada dove c'è un continuo via vai di autoveicoli, dopo il terremoto del 2009 fu puntellata e messa in sicurezza.
Ora però le puntellature, dopo 10 anni, stanno cedendo pericolosamente. Circa un anno fa il parroco di Paganica, don Dionisio – in collaborazione con Raffaele Alloggia, che da appassionato di storia ha ricostruito le passate vicende della chiesetta – ha segnalato ufficialmente alla Soprintendenza ai Beni culturali dell’Aquila e del cratere, la necessità di un intervento urgente.
«Nel terremoto del 6 Aprile 2009, la chiesetta ha riportato danni importanti principalmente per il serio distacco della facciata dalle pareti laterali, maggiormente evidenti nel lato sinistro», era scritto nella nota iniata da Alloggia alle autorità dei Beni culturali.
«L’intervento messo in opera dai vigili del fuoco, con travi lignee per il sostegno alla parete, da tempo ha perso la sua efficacia. La strada comunale sulla quale si trova la chiesetta – la zona oggi è fortemente urbanizzata – è molto trafficata, per cui oltre al rischio della perdita del bene, c’è grande pericolo per l’incolumità dei cittadini».
«La chiesetta», aveva affermato Alloggia nella sua segnalazione-esposto, «viene citata nel 1014 nella Cronaca Farfense, dove si elencano i terreni soggetti all'abbazia con la dicitura Ecclesia San Gregorii de Fore. Le due finestre ai lati, in grata di pietra forata ad intreccio labirintico, sono di chiaro stile bizantino. La stessa viene citata come Ecclesia San Gregorii in Campo, anche nel censimento del 1312-1328 pubblicato nel libro di Pietro Sella sulle Decime dei secoli XIII e XIV. Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, prima del Piano regolatore generale andato in vigore negli anni Settanta, da antica tradizione nella bella stagione era meta di scampagnate, come altre chiesette rupestri del territorio».
«Nella circostanza», concludeva la nota di Raffaele Alloggia, «veniva officiata la santa Messa. Grande era la partecipazione degli abitanti principalmente del Rione di Pietralata».
La speranza è che nel giro di qualche anno si possa tornare a celebrare quel tradizionale rito.
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