Chiesetta, allarme vandali: «Salvare quel crocifisso»

9 Agosto 2023

L’AQUILA. «Se non volete salvare la chiesa, almeno portate in salvo il crocifisso». È l’appello, apparso ieri sui social, riguardante le condizioni della Turris Eburnea, la chiesetta dell’ex ospedale...

L’AQUILA. «Se non volete salvare la chiesa, almeno portate in salvo il crocifisso». È l’appello, apparso ieri sui social, riguardante le condizioni della Turris Eburnea, la chiesetta dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, edificio che versa in condizioni disastrose, meta di vandali e occupatori abusivi. In particolare, i promotori dell’appello, diventato presto virale, chiedono che venga salvato al più presto il grande crocifisso dietro l’altare. Un crocifisso che oggi appare coperto da sporcizia ed escrementi e che rischia di andare distrutto. Non è la prima volta che la Turris Eburnea di Collemaggio finisce agli onori della cronaca. Qualche tempo fa alcuni teppisti avevano dato fuoco alle panche. L’incendio non era passato inosservato tanto più che sul posto erano dovuti intervenire i vigili del fuoco. L’edificio, si legge nella scheda inserita nel Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, promosso dalla Direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura, è stato costruito nel 1967 in base al progetto redatto dall’architetto Augusto Angelini e rientra nel più ampio complesso dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. La cappella, che era destinata agli utenti e al personale della struttura sanitaria, era stata concepita come la compenetrazione di due volumi semplici: il basso cilindro basamentale e il parallelepipedo a dieci facce che ne emerge.
La muratura in pietra locale caratterizza il fronte esterno mentre in quello interno i pannelli incisi creano particolari effetti di luce. (r.p.)
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