Chiesto lo stop al consumo di alcol in carcere

Si ripetono le aggressioni agli agenti, la Uil propone di eliminare birra e vino dallo spaccio interno
SULMONA. Si ripetono gli episodi di aggressione nel carcere di Sulmona e la Uil Penitenziari chiede di rivedere i regolamenti interni sul consumo di alcolici da parte dei detenuti. La richiesta, a firma del sindacalista Mauro Nardella, è stata recapitata al provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria, al direttore del penitenziario di Sulmona Sergio Romice e al Garante dei detenuti. «Nelle aggressioni avvenute ultimamente nel carcere sulmonese e perpetrate a danno di diversi poliziotti penitenziari, alcuni dei quali costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso e finanche a interventi chirurgici, a far da comune denominatore sembrerebbe essere stato il consumo eccessivo di alcol», sottolinea il segretario generale della Uil Pa penitenziari del Cst Gran Sasso Adriatico. «Com’è noto, l’articolo 14 del regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario benché vietidi ricevere dall’esterno bevande alcoliche consente ai detenuti di acquistare, negli spacci interni, l'equivalente di mezzo litro di vino di gradazione non superiore ai 12 gradi o, in alternativa, un litro di birra». «È vero che è vietato l'accumulo di queste sostanze. È però altrettanto vero che da diversi anni a questa parte ci sono sempre meno agenti in grado di controllare, così come si converrebbe, che ciò non avvenga», osserva l'esponente sindacale. «Resta ovvio pensare che se si volesse ovviare a tutto questo o si dovrebbe fare leva sull'utilizzo di almeno più agenti nelle sezioni detentive, fatto impossibile con ’'organico attuale, oppure si fa come si è fatto in moltissimi altri istituti presenti sul territorio nazionale ovverosia togliere dalla mensa dei detenuti riottosi all'ordinamento penitenziario – riunendoli in idonee sezioni onde evitare che altri paghino per colpe non loro –, l’alcool, magari sostituirlo con birra analcolica se proprio non si volesse incidere in maniera eccessivamente “invasiva”». L'ultima aggressione nel carcere di Sulmona ha visto protagonista un detenuto che in preda ai fumi dell'alcol ha mandato in ospedale tre agenti di polizia penitenziaria che erano accorsi per calmarlo. Aggressione sicuramente più grave c’è stata nel giugno del 2018 quando un detenuto gettò sul viso di un poliziotto penitenziario, una scodella di olio bollente. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

