Chiesto risarcimento per il raid in Marsica

30 Agosto 2019

Potrebbe costare 500mila euro al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise l’incursione notturna dell’orso Mario, nell’estate del 2017, in una casa alla periferia di Villavallelonga, nella Marsica,...

Potrebbe costare 500mila euro al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise l’incursione notturna dell’orso Mario, nell’estate del 2017, in una casa alla periferia di Villavallelonga, nella Marsica, scatenando un vero e proprio pandemonio nella famiglia Bianchi, svegliata nel cuore della notte dai rumori dell’ingombrante e indesiderato ospite. Per quella visita notturna da incubo, che oltre a mettere sottosopra l’abitazione ha costretto i legittimi proprietari a vivere per tre mesi dai parenti, l’Ente parco potrebbe trovarsi a pagare un risarcimento record per i danni biologici, oltre che materiali, causati da quell’intrusione notturna di M19. La prima udienza sulla “rumorosa” vicenda, che due anni fa conquistò gli onori anche della cronaca nazionale, è in agenda il 18 dicembre prossimo, davanti al giudice ordinario del tribunale di Avezzano.
In cima alla lista delle contestazioni avanzate dai due legali della famiglia, Leonardo Casciere e Daniela Bianchi, critici anche con l’attività operativa dei dipendenti del Parco nella notte caos, la «mancata applicazione del radiocollare già dal 2016 (M 19 è stato dotato del dispositivo Gps alla fine di giugno)» come previsto dal protocollo operativo, che avrebbe fornito all’Ente parco gli elementi per monitorare gli spostamenti dell’orso Mario, che frequentava abitualmente il centro abitato di Villavallelonga, soprattutto nelle ore notturne, per tenerlo lontano dal paese e, quindi, dall’incursione nell’abitazione della famiglia Bianchi.