Chirurga morta, oggi l’addio

La denuncia del fratello: «Voglio incontrare il ministro della Salute»
L’AQUILA. Si tengono oggi a San Giovanni La Punta (Catania) i funerali di Luana Ricca, la giovane dottoressa che pur possedendo titoli prestigiosi, è stata costretta, per tornare in Italia, a lavorare in un posto per lei inadeguato alle attese e meriti.
E, infatti, aveva trovato lavoro prima all’Aquila (dove viveva con la famiglia) e poi a Sulmona, nell’ambito della medesima Asl. Una situazione che non tollerava al punto da togliersi la vita.
Il fratello Francesco, giornalista e imprenditore della comunicazione, scampato per miracolo all’attentato al Bataclan, ha mille ragioni per protestare contro il sistema sanità. E ieri, da noi sentito, ha affermato che chiederà un incontro con il ministro della salute Beatrice Lorenzin per parlare di queste ingiustizie e affrontare una battaglia sulla meritocrazia per evitare che si ripetano casi come questi.
Luana era un chirurgo dalle qualità eccelse e molta esperienza in un importante ospedale di Parigi, il tutto a soli 38 anni; quindi il trasferimento in un reparto dell’ospedale di Sulmona dove si fanno endoscopie.
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