Chirurgia, il reparto lavora da 8 mesi senza primario

11 Novembre 2018

SULMONA. Il primario manca da otto mesi nel reparto di Chirurgia, uno dei più frequentati dell’ospedale sulmonese, con migliaia di persone all’anno visitate e operate. Per questo il Tribunale per i...

SULMONA. Il primario manca da otto mesi nel reparto di Chirurgia, uno dei più frequentati dell’ospedale sulmonese, con migliaia di persone all’anno visitate e operate. Per questo il Tribunale per i diritti del malato punta ad approfondire la questione organico del reparto, senza guida dal 28 febbraio scorso, da quando Maurizio Tempesti ha cessato il rapporto di lavoro con la Asl per raggiunti limiti di età. Da allora ci sarebbe stato un bando di concorso, risalente al 21 maggio scorso, ma al Tdm non risulta tra gli atti pubblicati sul sito della Asl. L’avvocato Catia Puglielli, attivista del Tdm, ha inviato un’istanza di accesso agli atti dal momento che per l’ospedale del capoluogo di regione «è stata indetta subito una manifestazione d’interesse con la nomina del nuovo direttore, che sostituisce il predecessore per raggiunti limiti di età, precisamente due giorni prima della cessazione del rapporto di lavoro». La Asl è la stessa, ma per i concorsi dei quattro primari per l’ospedale di Sulmona – Chirurgia, Urologia, Ginecologia e Cardiologia – non c’è traccia e soprattutto nessuna nomina.
«La legge prevede, però, in caso di pensionamento del primario, l’applicazione dell’articolo 18 del contratto collettivo nazionale», ricorda la Puglielli, «che prevede la sua sostituzione. Peraltro il reparto opera anche con un organico ridotto e bisogna immediatamente individuare una figura di responsabile facente funzione».
Le carenze di organico restano uno dei principali problemi dell’ospedale sulmonese, dove il ritornello non cambia di reparto in reparto e dove i dipendenti sono ormai abituati a fare straordinari e salti mortali per coprire i turni e la necessaria reperibilità delle 24 ore. I problemi di personale hanno spinto in passato la direzione a chiudere per ferie alcuni reparti e ambulatori, sia in estate che a Natale (tra cui quelli di oncologia, diabetologia e oculistica). (f.p.)
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