Chirurgia, primario in 2 ospedali

4 Luglio 2014

La Asl punta su Tempesti: «Riconquistare la fiducia degli utenti»

SULMONA. Il reparto di chirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Sulmona ha un nuovo primario. Si tratta di Maurizio Tempesti, che dal primo luglio è diventato responsabile unico dell’importante divisione ospedaliera. Un ritorno a casa, se vogliamo, dopo l’esperienza lavorativa di alta specialità chirurgica fatta all’ospedale di Avezzano. Tempesti si occupa da anni di chirurgia laparoscopica: la chirurgia mini invasiva che ha soppiantato quella tradizionale, con cui si riesce a intervenire sull’apparato digerente e sulla colecisti con pochi danni estetici e con maggiori risultati. In questi anni il chirurgo, che è originario di Rocca Pia, ha conseguito una particolare specializzazione nella chirurgia riparativa della parete addominale (ernie e laparoceli).

A Tempesti è stata affidata la direzione anche della chirurgia di Castel di Sangro. Una decisione della direzione generale, deliberata in attuazione dell’atto aziendale, con cui dal primo luglio è stata istituita l’unità operativa complessa di chirurgia generale del presidio ospedaliero Sulmona-Castel di Sangro. La divisione di chirurgia di Sulmona può contare su 23 posti letto e su un ottimo confort alberghiero: il reparto da sempre ubicato nell’ala vecchia dell’ospedale, da alcuni anni è stato spostato nella struttura più recente e può contare su spazi e servizi igienici adeguati.

«Il mio compito sarà quello di invertire su un trend negativo che in questi ultimi anni ha portato gli utenti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie», afferma il primario, «l’obiettivo è ridurre la mobilità passiva che influisce pesantemente sui bilanci dell’azienda. Riconquistare la fiducia degli utenti attraverso una riorganizzazione della carta dei servizi dell’unità operativa e una razionalizzazione e un migliore utilizzo delle risorse umane: sarà questa la nostra principale missione che sarà possibile raggiungere solo lavorando in stretta collaborazione con i medici che operano sul territorio». (c.l.)

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