Chirurgia, reparto nel nome di Vittorini

6 Giugno 2018

Intitolazione al professor Claudio, scomparso pioniere della sala operatoria. Tordera: «Con gli investimenti saremo attrattivi»

L’AQUILA. «Stiamo ricevendo telefonate e richieste da tutta Italia da parte di persone interessate a sottoporsi al trattamento del macchinario MrgFus o “caschetto”, come lo chiamiamo noi, che consente di eliminare i tremori essenziali e quelli causati dal morbo di Parkinson».
A dirlo è stato il manager dell’Asl Rinaldo Tordera durante l’incontro tenutosi ieri nella sala congressi della Dimora del Baco per ricordare la figura di Claudio Vittorini, il maestro della chirurgia scomparso nel 1998.
A Vittorini sarà intitolato il reparto di Chirurgia epato-bilio-pancreatica dell’ospedale “San Salvatore”. Tordera è intervenuto alla cerimonia insieme a Vincenzo Vittorini, medico ed ex consigliere comunale, figlio di Claudio; Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila; Roberto Vicentini, direttore del reparto di Chirurgia epato-bilio-pancreatica; Teresa Colizza, direttore sanitario della Asl 1; Maurizio Ortu, presidente dell’Ordine dei medici della provincia dell’Aquila; Pierluigi Marini, presidente dell’Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani); Eugenio Santoro, tra i più importanti chirurghi italiani, specializzato nella chirurgia oncologica e nei trapianti di fegato.
Nel corso del suo intervento, Tordera ha voluto ricordare gli investimenti in tecnologia e macchinari che l’azienda sanitaria provinciale dell’Aquila sta facendo malgrado le risorse risicate e i tagli al budget.
In particolare, il manager ha detto che il MrgFus, il macchinario che, grazie alla tecnica della termoablazione, riesce a debellare, in maniera non invasiva e senza causare dolore ai pazienti, il tremore essenziale e quello da Parkinson, presentato alla stampa appena due settimane fa, sta già dando i suoi frutti. La sperimentazione condotta con successo al “San Salvatore”, uno dei sette ospedali europei a possedere la tecnologia per questo tipo di intervento, «ci sta dando una grande visibilità e anche dei ritorni economici importanti». L’altro investimento di rilievo fatto dall’Asl e ricordato da Tordera è quello del “Da Vinci”, il robot chirurgico di ultima generazione usato soprattutto in urologia ma destinato a essere adottato, in futuro, anche in chirurgia generale, ginecologia, otorino e branca toracica. «Questi investimenti», ha concluso Tordera, «stanno attirando sull’ospedale dell’Aquila l’interesse di molti giovani chirurghi, che magari avevano studiato qui, ma si erano specializzati all’estero e che, ora, vogliono tornare».(r.ci.)
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