Chirurgia, resta il blocco dopo il vertice a Pescara

CASTEL DI SANGRO. Il vertice sul futuro di chirurgia nell'ospedale di Castel di Sangro lascia l'amaro in bocca al territorio. Durante la seduta è stata presa in considerazione solo una rettifica al...
CASTEL DI SANGRO. Il vertice sul futuro di chirurgia nell'ospedale di Castel di Sangro lascia l'amaro in bocca al territorio. Durante la seduta è stata presa in considerazione solo una rettifica al provvedimento di sospensione che non ha trovato il favore degli amministratori. La proposta è stata fatta alla presenza dell'assessore alla sanità Silvio Paolucci, del dirigente Asl Rinaldo Tordera, del sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso e Francesco Di Donato primo cittadino di Roccaraso. La riunione si è aperta sulla scorta della delibera del consiglio comunale di Castel Di Sangro che ha ribadito contrarietà alla sospensione del servizio. Il documento prevede anche il ricorso alla magistratura da parte dell'amministrazione comunale. Ipotesi che ha aperto ad una sola proposta di rettifica al provvedimento di sospensione. «Un simile atteggiamento», ha detto il sindaco Caruso a margine della riunione, «offende uno dei pochi territori produttivi delle regione, rivendico un credito del territorio verso le istituzioni. L'Alto Sangro contribuisce a non solo rimpinguare le casse pubbliche ma anche a dare immagine al territorio regionale, costituendo il miglior fronte attrattivo dei flussi turistici». Una soluzione alla sospensione potrebbe arrivare dalla possibilità di aumentare il numero delle sedute. Queste ultime dovrebbero passare da 4 a 8 mensili per garantire i casi non urgenti. Ipotesi sulla quale comunque l'Asl ha riservato di poter organizzare le attività operatorie in rete con l'ospedale di Sulmona. «Unica nota positiva», conclude Caruso, «è la nomina del membro regionale della commissione per il concorso per l'assunzione dei medici anestesisti che dovrebbe rappresentare la soluzione al problema». (f.c.)
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