Chiude il reparto Medicina Covid che torna all’attività ordinaria

Dopo la dimissione dell’ultimo paziente ricoverato, la struttura sarà ora sanificata e riconvertita Il primario Grassi ringrazia il personale: «Uno straordinario patrimonio umano e professionale»
L’AQUILA. Dopo l’ultima dimissione, due giorni fa, chiude il reparto di Medicina Covid dell’ospedale, diretto dal professore Davide Grassi: dall’ottobre del 2020, quando è scoppiata l’emergenza in provincia con un'impennata di contagi, nella struttura sono stati effettuati oltre 600 ricoveri.
Nella Medicina Covid, dove a regime sono stati attivati fino a un massimo di 48 posti letto, hanno lavorato dieci medici e una trentina tra infermieri e operatori socio-sanitari “prestati” da altri reparti: ora gli spazi, nel cosiddetto Delta 7 che è stato riconsegnato lo scorso anno dopo l’intervento per riparare i danni causati dal terremoto del 6 aprile 2009, saranno sanificati per riaprire il reparto di medicina tradizionale. Come viene sottolineato dallo stesso professor Grassi, «nella speranza che non ci sia una nuova ondata, si è pronti a riaprire il reparto se ci dovesse essere necessità».
«Ringrazio la squadra», ha poi continuato il medico, «con la quale ho lavorato in questi mesi molto difficili. Sono persone eccezionali che hanno formato un team vincente in grado di affrontare difficoltà ardue. Lo straordinario patrimonio umano e professionale ci ha permesso di dare una pronta risposta in condizioni drammatiche. La professionalità, l’umanità e la disponibilità come individui ci ha consentito di fare quello che abbiamo fatto. Ora che respiriamo e guardo indietro, mi rendo conto che è stata un’esperienza terribile, a tratti drammatica, che comunque abbiamo superato grazie al sacrificio e all’apporto di tutti. Fin dall’inizio siamo stati una squadra coesa e concentrata», aggiunge il primario, che ha rivolto una lettera al personale. « Ho imparato a guardare il mondo con altri occhi anche grazie a voi», ha scritto. «Il Covid in fondo ci ha imposto esattamente questo. Provare a guardare il mondo sotto altre prospettive. E tra le cose belle ci siete tutti voi. Ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con la propria professionalità, ognuno con il proprio bagaglio umano di gioia e dolore. Oggi festeggiamo la fine di questa esperienza con note di malinconia. Sono certo che saprete portare ovunque le note leggere e belle di quanto si è fatto tutti insieme».

