Chiude la mostra, veleni in giunta
L’assessore Morgante: approssimazione e norme non rispettate
CELANO. È durata appena un giorno l’apertura della mostra “Vivere nell’arte”, allestita nel palazzo don Minozzi a Celano. Ieri l’improvvisa chiusura, che si è portata dietro una ventata di polemiche, con una velenosa presa di posizione dell’assessore alla Cultura e all’istruzione, Eliana Morgante. Presa di posizione che rischia di creare ripercussioni all’interno della giunta.
«Come è possibile procedere con l’inaugurazione di una mostra senza che prima siano state rispettate le procedure amministrative, soprattutto quelle relative alla sicurezza?» si chiede la Morgante «senza aver ottenuto i necessari nulla osta dell’amministrazione ospitante e senza che il delegato ne sia informato?».
All’inaugurazione erano stati presenti sia il sindaco Settimio Santilli che i consiglieri comunali Ezio Ciciotti e Vincenzo Montagliani.
L’assessore Morgante spiega di essere stata costretta a mettere i sigilli alla mostra e parla di «superficialità» con la quale si è proceduto al taglio del nastro «prima ancora di ottemperare al necessario iter burocratico, da lei stessa attivato e non ancora concluso».
L’esponente della giunta Santilli, dunque, non si spiega come sia potuto accadere che l'edificio sia stato occupato dagli artisti e aperto al pubblico senza la formale consegna delle chiavi da parte del dirigente scolastico.
«Chi ha optato per una simile decisione non ha tenuto in considerazione che sono responsabile in prima persona di fronte alla legge» evidenzia la Morgante «mi vedo costretta a scusarmi con gli artisti, con i cittadini e con i numerosi turisti per il grave disagio. Assicuro il mio personale impegno affinché il problema sia risolto in tempi brevi. Ciò a dispetto di tanta prevaricazione ed approssimazione». (d.c.)
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