«Chiudere l’orto botanico sarebbe un grave errore»

14 Luglio 2015

L’AQUILA. Il sindaco di Tornimparte Umberto Giammaria scrive: «L’Orto Botanico si può salvare da solo e innescare l’innovazione agroalimentare come sta accadendo a Milano. Il giudizio critico e...

L’AQUILA. Il sindaco di Tornimparte Umberto Giammaria scrive: «L’Orto Botanico si può salvare da solo e innescare l’innovazione agroalimentare come sta accadendo a Milano. Il giudizio critico e costruttivo di un personaggio come Fabrizio Barca», continua Giammaria, «che parla di rendita privata e ritardo sociale nella ricostruzione, a distanza di alcuni anni dalla sua legge, impone a tanti decisori un riesame aziendalistico con il controllo di gestione, più inclusivo degli elementi emersi e delle nostre risorse per ridurre gli errori e gli sprechi, indirizzando le strategie dove le risorse territoriali e culturali possono mantenere lo sviluppo innescato. Siamo ancora all'abbrivio della ricostruzione sociale, ma la ripartenza ha molti elementi chiarificatori che emergono anche dalla cronaca: da diverse città, Milano, Roma, Teramo possiamo trarre esperienze per uno sviluppo socio economico e culturale che affianchi la ricostruzione fisica e riporti gente all’Aquila e magari non aumenti l'esodo. Nel settore di cui ho esperienza e progetti, l’agroalimentare e la gastronomia non solo c’e il grande valore economico per il nostro territorio ma prima ancora la salute e la prevenzione di tumori, flogosi croniche, degenerazioni sistemiche, Alzheimer, ictus e infarti. A Milano l’Expo è centrato soprattutto su Nutrire il Pianeta riducendo gli sprechi e poi anche sulla qualità degli alimenti di tante regioni: l’Abruzzo in primis ha una primazia storica nei sapori e nei saperi e merita di avere anche nel parco di Collemaggio una Expo permanente dei prodotti alimentari per la salute, genuini e senza chimica. All’Aquila invece si vuole chiudere l’Orto botanico di Collemaggio. Esso invece può diventare centrale e propulsivo con i 20 ettari di parco e i 15 grandi complessi architettonici per esposizione, vendita, gastronomia tematica e stagionale di tutti i prodotti dell'area cittadina e dei comuni del cratere con i soldi della ricostruzione e dell’imprenditoria privata».