Chiudono i negozi ma aumentano gli ambulanti

9 Febbraio 2016

SULMONA. Boom di attività ambulanti, banchi di street food e case vacanze. Le nuove imprese si adeguano alla crisi economica e alle capacità ridotte di spesa delle famiglie reinventandosi forme di...

SULMONA. Boom di attività ambulanti, banchi di street food e case vacanze. Le nuove imprese si adeguano alla crisi economica e alle capacità ridotte di spesa delle famiglie reinventandosi forme di consumo più accessibili e flessibili. Il dato, riferito al 2015, arriva dall’osservatorio della Confesercenti sulle nuove imprese. «Anche nel 2015 si conferma lo stallo delle forme di attività più tradizionali e strutturate», fanno notare Angelo Pellegrino del Cescot e Pietro Leonarduzzi della Confesercenti. «Mentre la carica di nuovi ristoranti e bar sembra rispondere al crescente interesse che gli italiani nutrono nel tema alimentazione il boom di ambulanti, imprese di street food e case vacanze sembra dipendere da altri fattori. Colpisce, infatti, che i settori più dinamici siano quelli che presentano meno spese di avvio e costi di gestione più leggeri, come per l’appunto i banchi e le attività di ristorazione mobili». Cambiamenti che stanno ridisegnando anche i contorni urbanistici e produttivi delle città della zona. «Questo fenomeno sta ridisegnando i contorni delle nostre città, in particolare dei centri storici, dove i negozi continuano a diminuire, sostituiti solo parzialmente da pubblici esercizi e bancarelle», aggiungono Leonarduzzi e Pellegrino, «Su quest’ultime, però, aumentano i dubbi. La crescita costante del commercio ambulante è rintracciabile solo nei registri camerali: incrociando i dati coi versamenti contributivi, mancano all’appello quasi 100mila imprese. Complessivamente, i dati dimostrano l’avanzamento del livello di desertificazione delle attività commerciali e turistiche nei centri urbani. (f.p.)

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