Chiusa agli escursionisti l’antica Faggeta Vetusta

VILLAVALLELONGA. Faggeta Vetusta della Val Cervara interdetta agli escursionisti: per tutelare il gioiello, riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Unesco (il riconoscimento della Commissione è datato...
VILLAVALLELONGA. Faggeta Vetusta della Val Cervara interdetta agli escursionisti: per tutelare il gioiello, riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Unesco (il riconoscimento della Commissione è datato 8 giugno 2017), il sindaco del piccolo centro del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Leonardo Lippa, ha decretato lo stop al libero ingresso nella faggeta più antica d’Europa, riserva integrale. L’ordinanza, che vieta anche il transito ai mezzi a motore sulla strada comunale tra Villavallelonga e Pescasseroli – nel tratto da località Madonna della Lanna all’Aceretta-Prati d’Angro, dove sono in corso i lavori di ripristino – vieta l’ingresso agli escursionisti fino alla fine dell’anno.
«La Faggeta Vetusta della Val Cervara, riconosciuta Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, in virtù di una ricchezza ambientale di inestimabile valore», afferma Lippa, «necessita di una regolamentazione dei flussi escursionistici, al fine di salvaguardare la biodiversità, la flora e la fauna, nonché i delicati ecosistemi e gli habitat naturali». L’oasi, infatti, è una meta privilegiata degli appassionati della natura incontaminata, che ora dovranno fare i conti con il divieto di accesso emesso dal sindaco per la tutela del prezioso patrimonio ambientale ultrasecolare. Qui, nel cuore dell’Abruzzo interno, gli studiosi dell’Università della Tuscia hanno certificato la presenza di un nutrito numero di faggi ultrasecolari, che superano addirittura i 480 anni.
Il più vetusto, che conta ben 503 anelli, secondo gli esperti dell’università, potrebbe essere persino ancora più antico. Tanti buoni motivi, quindi, per dare uno stop agli ingressi liberi, «poiché rischiano di creare dei danni incalcolabili a quello scrigno prezioso nel cuore del Parco nazionale. Vogliamo tutelare quell’immenso patrimonio naturale», aggiunge il sindaco Lippa, «che i nostri nonni hanno custodito e tramandato alle nuove generazioni, affinché la storia continui. Come accade nelle grandi e belle città d’arte italiane, dove per tutelare il patrimonio culturale hanno adottato il numero chiuso».
Il divieto, però, non riguarda i residenti del centro montano, con il diritto all’uso civico, né i proprietari o i possessori di terreni nell’area interdetta agli esterni. Per gli appassionati dell’esterno, invece, l’accesso all’area interdetta, mezzo millennio di vita e di memoria antica, è possibile, ma soltanto previa autorizzazione del sindaco su richiesta motivata. Sull’area di accesso alla zona interdetta vigileranno la polizia locale e le forze dell’ordine, mentre il Comune di Villavallelonga sta installando la segnaletica di divieto: per chi vìola l’ordinanza, scattano le sanzioni. (m.s.)
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