Chiuse dai Nas 3 strutture con 30 migranti

Scontrone, decisione del sindaco dopo l’ispezione dei carabinieri: ignorati gli standard igienico-sanitari
SCONTRONE. Chiuse ieri a Scontrone tre strutture di prima accoglienza, dove oltre trenta migranti erano ammassati in locali privi dei fondamentali requisiti igienico-sanitari e dei certificati di agibilità. Gli edifici sono stati sgomberati per le violazioni emerse nel corso dell’ispezione effettuata dai carabinieri del Nas di Pescara, che dopo una lunga e accurata ispezione hanno richiesto l'immediata interruzione dell'attività di tutte le strutture di accoglienza gestite da una cooperativa nata proprio per assistere i profughi. A emettere il provvedimento di sgombero di tutti i locali che ospitano 30 cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale è stato il sindaco Ileana Schipani. «Ho ricevuto il verbale dei Nas di Pescara dopo il controllo effettuato negli edifici privati», commenta Schipani, «e in qualità di principale responsabile delle condizioni di salute della popolazione del suo territorio non ho potuto far altro che apporre i sigilli ai locali di accoglienza. Tra le motivazioni della richiesta di chiusura da parte dei Nas la presenza di muffe e odori nauseabondi, una evidente sproporzione dei posti letto rispetto alla metratura dei locali dove risiedevano i profughi e soprattutto il mancato rispetto dei requisiti edilizi ed abitativi degli stessi locali. Il verbale è stato redatto in contraddittorio con l'amministratore della società che gestisce le strutture e alla presenza del dirigente medico del servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) della Asl – area Sulmona-Castel di Sangro – Luigi Scancella. Durante la lunga ispezione effettuata dai carabinieri del Nas di Pescara sono state scattate anche alcune fotografie che dimostrano le gravi irregolarità riscontrate all'interno delle stanze che ospitavano i profughi. «Ho firmato l'ordinanza per la chiusura delle strutture di accoglienza perché è stato dimostrato il mancato rispetto degli standard igienico-sanitari», aggiunge il sindaco, «e non appena saranno ripristinate le condizioni necessarie i locali che ospitavano gli immigrati potranno riaprire. Intanto, ho chiesto ai responsabili della società che gestisce i migranti di essere costantemente aggiornata sul trasferimento e sulla nuova ubicazione dei cittadini stranieri». Nei mesi scorsi, per le gravi infrazioni riscontrate dalla Forestale di Castel di Sangro, sono stati posti temporaneamente i sigilli anche alla struttura di prima accoglienza di Alfedena.
Massimiliano Lavillotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

