Chiusi cinque laboratori all’Alberghiero

Contestate carenze igieniche e la preparazione non autorizzata di pasti ai bimbi della materna. La preside: un’esagerazione
ROCCARASO. Dovevano essere utilizzati solo per le esercitazioni degli studenti. Dai controlli dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Pescara è invece emerso che nelle cucine dei laboratori didattici dell’Istituto alberghiero di Roccaraso venivano preparati pasti che uscivano dalla scuola per finire sui banchi della scuola materna di Rivisondoli. Una sorta di refezione scolastica per la quale l’Alberghiero non aveva alcuna autorizzazione e competenza. Soprattutto perché i pasti sarebbero stati il risultato dell’attività scolastica dei ragazzi e non potevano essere trasportati e consumati al di fuori della scuola. E su queste motivazioni, che insieme ad alcune criticità di carattere igienico-sanitario riscontrate nel corso dei controlli, ruota il provvedimento con cui i carabinieri hanno messo i sigilli a cinque laboratori (quattro cucine e il bar interno) dell’Istituto alberghiero “De Panfilis” di Roccaraso.
Una scuola da sempre punto di riferimento della formazione di chef , baristi e maestri di sala nel campo della ristorazione di alto livello. L’operazione portata a termine, in collaborazione con i carabinieri di Castel di Sangro e con il personale del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) della Asl 1, rientra nell’ambito degli accertamenti che il Nas di Pescara sta effettuando nelle scuole di tutta la regione per garantire il benessere e la tutela della salute degli studenti e del personale.
Controlli decisi a seguito dei gravi problemi registrati lo scorso anno nella sede dell’Alberghiero “De Cecco” di Pescara dove alcuni cedimenti dell’edificio scolastico, misero a rischio l’incolumità di ragazzi e docenti.
La chiusura dei laboratori dell’Ipssaar di Roccaraso arriva in un momento in cui la scuola stava cercando di superare un periodo negativo e proprio quando l’amministrazione provinciale ha confermato lo stanziamento di un sostanzioso contributo economico per mettere in sicurezza e a norma i laboratori chiusi dal Nas.
«Sapevamo che andavano fatti dei lavori», sottolinea la dirigente dell’Istituto scolastico, Maria Paola De Angelis, «ed eravamo in attesa dei finanziamenti per procedere. Soldi che non avevamo e che ci sono stati garantiti da poco tanto che già da febbraio potremo partire con la ristrutturazione dei locali che ospitano i laboratori. Voglio evidenziare che il provvedimento di chiusura non riguarda la cucina del convitto che funziona regolarmente».
Per quanto riguarda la vicenda legata alla refezione scolastica che l’istituto garantiva alla scuola materna di Rivisondoli la dirigente ha spiegato che si trattava di una situazione temporanea per dare pari opportunità alle scuole del territorio.
«Abbiamo dato la nostra disponibilità nel segno di una collaborazione con le amministrazioni comunali e con le collettività in attesa che dal Comune definissero il contratto di assunzione della nuova cuoca», conclude la preside, «non capisco questa enfasi e questo calcare la mano nei confronti di una scuola che produce istruzione di alto livello e garantisce lavoro a 170, 180 persone. Mi dispiacerebbe se l’azione di contrasto fosse partita dal territorio stesso che, forse, ancora non comprende appieno l’importanza che questa scuola rappresenta per l’economia di questa parte dell’Abruzzo interno».
Claudio Lattanzio
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