Chiusi due centri d’accoglienza per migranti

5 Settembre 2024

Pettorano sul Gizio, registrate condizioni di invivibilità: misura temporanea disposta dalla prefettura

PETTORANO SUL GIZIO. Mancanza di elettricità, cibo avariato nel frigorifero e condizioni invivibili all’interno delle strutture. È quanto documentato dalla commissione della prefettura dell’Aquila che, nei giorni scorsi, ha disposto la chiusura temporanea di due centri d’accoglienza per migranti che si trovano nel territorio comunale di Pettorano sul Gizio. Si tratta delle strutture i “Ponte d’Arce” e “la Quercia”. A segnalare i disagi erano stati, lo scorso 2 agosto, i circa 50 ospiti, molti dei quali senza permessi di soggiorno. Proprio nell’edificio all’altezza della casa cantoniera, lungo la statale 17, c’era stata una manifestazione pacifica da parte dei migranti, che si erano “barricati” all’interno della struttura, posizionando alcuni cassonetti dell’immondizia davanti ai cancelli.
A riportare la calma era stato il sindaco di Pettorano sul Gizio, Antonio Carrara che era intervenuto sul posto assieme ai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro. Dalla protesta degli ospiti si è messa in piedi tutta la trafila di controlli e verifiche. Nei centri d’accoglienza di Pettorano sono arrivati prima gli ispettori della Asl e poi i commissari della prefettura. Nello specifico è stata contestata la mancanza di elettricità all’interno di alcune stanze. L’energia elettrica veniva concessa per due ore al giorno, visto che gli ospiti utilizzavano alcuni fornelli elettrici. Nel frigorifero è stato trovato cibo avariato che, a detta dei gestori, non è stato mai somministrato. Inoltre è stata rinvenuta una cuccia per i due pitbull dei gestori sulla quale si affacciano alcune stanze degli ospiti, con le finestre ad altezza d’uomo chiuse per impedire ai cani di entrare nelle stanze. La prefettura ha quindi impartito delle prescrizioni ai gestori e ha disposto il trasferimento dei 50 migranti, che sono stati accolti nei giorni scorsi nelle strutture di Pescasseroli e L’Aquila. «Non abbiamo mai avuto problemi di questo genere negli ultimi dieci anni. Ci hanno lasciato parecchi danni. Siamo pronti a riaprire non appena la prefettura darà l’ok», ribattono i gestori delle due strutture. (a.d.a.)
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