Chiusi due centri di fisioterapia: mancano i permessi della Regione

In una delle strutture elevata una sanzione da 60mila euro per l’impiego di alcuni dipendenti Il legale di un professionista: il Comune interceda subito con Marsilio e Asl per avere le autorizzazioni
CELANO. Due centri per la fisioterapia sono stati chiusi a Celano per mancanza delle autorizzazioni necessarie a esercitare la regolare professione. Si tratta di sequestri amministrativi adottati dai carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità) arrivati da Pescara. In un caso è stata elevata anche una sanzione amministrativa di 60mila euro perché all’interno della struttura c’erano dei dipendenti. Stando a quando accertato dai militari, sono state riscontrate delle presunte anomalie rispetto ad alcune normative regionali.
La prima riguarda l’autorizzazione alla realizzazione (articolo 3 della Legge 32 del 2007) si strutture, il provvedimento che consente la costruzione di nuove strutture sanitarie pubbliche e private ovvero l’adattamento, la diversa utilizzazione, l’ampliamento, la trasformazione nonché il trasferimento in altra sede di strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. L’altra fa riferimento sempre alla legge regionale del 2007 (articolo 4) e riguarda il provvedimento che consente alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, già autorizzate all’esercizio, di diventare potenziali erogatrici di prestazioni in nome e per conto del Servizio sanitario nazionale. In mancanza di questi provvedimenti si è fuori dalle regole. Una delle strutture posta sotto sequestro amministrativo si trova in centro, l’altra nella zona degli impianti sportivi. I carabinieri del Nas avrebbero eseguito un accertamento anche negli uffici del Comune di Celano per acquisire documentazione e poter valutare la posizione di altre strutture sanitarie che operano in città. Le indagini potrebbero dunque estendersi.
Al riguardo è intervenuto l’avvocato Lucio Cotturone che assiste uno dei professionisti coinvolti.
«Rispetto alla vicenda dei sequestri amministrativi degli studi medici», sottolinea il legale celanese, «chiedo al Comune, nella persona del sindaco, di intercedere celermente con la Regione Abruzzo e con l’Asl così da ottenere senza ritardi le autorizzazioni necessarie previste dagli articoli 3 e 4 della legge regionale». (r.rs.)
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