Chiuso ad Avezzano l’ufficio caccia e pesca

19 Ottobre 2016

Le oltre mille doppiette e i circa 300 pescatori dovranno spostarsi all’Aquila Gallese e Madonna (“Per Avezzano”): un disagio enorme per gli appassionati

AVEZZANO. La Provincia chiude l’ufficio caccia e pesca di Avezzano e per rinnovare i tesserini e richiedere le licenze bisognerà arrivare all’Aquila. Sono oltre mille i cacciatori nella Marsica e più di 300 i pescatori, un numero consistente che però in questo caso non ha fatto la differenza. Con la riforma Delrio le competenze riguardanti caccia e pesca sono passate dalla Provincia alla Regione. Non avendo però ancora un’organizzazione e del personale a disposizione si è deciso di lasciare nelle mani dell’ente guidato da Antonio De Crescentiis il settore.

L’ente, però, ha deciso di chiudere dal 1° primo settembre le sedi distaccate di via XX Settebre ad Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro e di trasferire tutto all’Aquila in attesa di nuove disposizioni. Dalle proteste dei tanti cacciatori e pescatori è chiaro che si è trattato di una scelta inopportuna anche alla luce della presenza massiccia su questi territori di persone appassionate ai due sport.

«Si moltiplicano gli effetti collaterali della legge Delrio sul riordino delle Province», hanno commentato i consiglieri del gruppo “Per Avezzano”, Gianfranco Gallese e Mario Madonna, «a pagarne le conseguenze, questa volta, è l’ufficio caccia e pesca di Avezzano. Per decisione del dirigente del settore ambiente dell’ente, Francesco Bonanni, il servizio è stato interrotto. Non si comprende, infatti, l’urgenza del provvedimento, considerato che sono previsti tempi lunghi prima che avvenga l’effettivo passaggio delle funzioni alla Regione. Inoltre, il servizio soppresso ad Avezzano costringerà gli oltre mille tesserati per la caccia e i più di 300 per la pesca a rinnovare le loro licenze nell’ufficio dell’Aquila, dove è presente un solo dipendente che risponde alle esigenze in materia di tutti i 108 Comuni del territorio della provincia». Nell’ufficio della città erano al servizio due dipendenti della Provincia che, vista la mole di lavoro, erano sempre indaffarati tra rinnovi e concessioni. I cacciatori, infatti, ogni anno devono ritirare il tesserino con la concessione a cacciare, mentre i pescatori devono rinnovare la licenza. Un iter lungo al quale ora i cittadini dovranno aggiungere anche il viaggio verso L’Aquila. «Un disagio enorme per gli appassionati marsicani, sia in termini logistici sia economici», hanno concluso i due consiglieri, «il sindaco Gianni Di Pangrazio ha già sollecitato i due consiglieri comunali, Nicola Pisegna Orlando ed Emilio Cipollone, vicepresidente e consigliere, a risolvere il problema».

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