Chiuso il campo che ha accolto gli afghani

5 Settembre 2021

Perfetti della Croce Rossa: «Lo smantellamento della tendopoli sta andando avanti con celerità»

AVEZZANO. Si sono chiusi i cancelli del maxi campo profughi allestito alle porte di Avezzano. Per oltre 200 famiglie afghane la città marsicana ha rappresentato l’inizio di una nuova vita, lontana migliaia e migliaia di chilometri dall’orrore dal regime talebano. Non sarà facile ricominciare da capo in un Paese straniero con tutte le difficoltà dovute alla lingua. Solo una piccola parte, infatti, riesce a comprendere e pronunciare qualche parola di italiano. Per lo più sono i civili che hanno collaborato con i militari italiani a Herat nell’ambito della missione Isaf. E non sarà facile ricominciare senza quei luoghi e quei volti familiari. Tra i profughi arrivati all’Interporto anche 12 minori non accompagnati. Sono i bambini e le bambine che nell’inferno dell’aeroporto di Kabul hanno perso la mamma e il papà e che in Italia hanno già trovato famiglie pronte a prendersi cura di loro. L’altro giorno anche gli ultimi 642 profughi hanno lasciato il campo.
«L’auspicio di tutti noi è che trovino pace e serenità», spiega il presidente di Croce rossa Abruzzo, Gabriele Perfetti, «li aspetta una grande sfida nel mondo del lavoro e anche in quello degli affetti». Ad aprire la crisi afghana la “ritirata” delle truppe americane che ha fatto scattare una corsa contro il tempo per portare in salvo più persone possibili. Grazie a 88 voli della speranza in 15 giorni l’Italia è riuscita a mettere in salvo 4.900 afghani (tra cui 1.453 bambini e 1.301 donne). Sono 1.330 i rifugiati arrivati da Kabul ad Avezzano, passando per l’aeroporto di Fiumicino.
L’interporto aveva aperto battenti il 26 agosto con l’arrivo dei primi 431 profughi. A questi nei giorni seguenti si erano via via aggiunti altri profughi. Grazie al corridoio umanitario italiano tra sabato 28 e domenica 29 agosto nella Marsica erano arrivate altre 491 persone, ma nel corso delle stesse giornate erano incominciati anche i primi trasferimenti delle famiglie. «Le operazioni di smontaggio procedono rapidamente», prosegue Perfetti, «entro domani (oggi per chi legge) contiamo di smantellare il campo, mentre ci vorrà qualche giorno ancora per riporre tutta l’attrezzatura che dovrà essere pronta per la prossima eventuale emergenza». (f.d.m.)
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