Chiuso lo studio del dentista senza laurea

21 Dicembre 2014

Sorpreso mentre curava un paziente, il 59enne di Pratola Peligna denunciato per esercizio abusivo della professione

SULMONA. L’hanno sorpreso mentre stava devitalizzando un dente a un paziente. Alla richiesta dei carabinieri di mostrargli la certificazione che comprovasse la sua abilitazione a svolgere la professione di dentista, il medico non li ha potuti accontentare perché non l’aveva mai conseguita. Insomma non aveva il diploma di laurea necessario per l’esercizio della professione sanitaria. Protagonista della vicenda un odontotecnico di 59 anni, E.D.N., di Pratola, che aveva attrezzato il suo laboratorio nei pressi della Villa comunale di Sulmona. Nello studio anche un altro medico di 57 anni, G.P., di Roccacasale. Entrambi sono stati denunciati per concorso continuato in esercizio abusivo della professione sanitaria.

A sorprenderli con le mani nella bocca dei clienti, i carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni di Pescara, coordinati dal capitano Domenico Candelli, nell’ambito dei servizi di controllo per la repressione dell’abusivismo odontoiatrico. In base ai risultati dell’indagine l’autorità giudiziaria ha emesso anche un decreto di sequestro, eseguito sempre dai Nas in collaborazione con la compagnia dei carabinieri di Sulmona guidata da Francesco Nacca, dello studio medico e di tutti i macchinari utilizzati per svolgere abusivamente la professione di dentista, per un valore di mezzo milione di euro.

In particolare, sono state sigillate le due sale odontoiatriche, gli apparati radiografici, l’autoclave, le sterilizzatrici, imbustatrici e attrezzature per ortodonzia. L’utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi medici avveniva con il consenso del medico titolare dello studio che aveva autorizzato il falso dentista a praticare cure e interventi anche delicati sui pazienti prevalentemente in sua assenza. Anche se in alcuni casi il medico sarebbe stato anche presente. Naturalmente in cambio di un adeguato corrispettivo in denaro, come ipotizzano gli investigatori, calcolando il discreto volume d’affari che si registrava nello studio. Insieme alle attrezzature i carabinieri del Nas hanno acquisito anche la documentazione relativa all’attività dentistica, comprese le agende e le ricevute rilasciate ai clienti. L’obiettivo è quello di scoprire se i due denunciati lavorassero anche in nero. Se cioè rilasciavano regolari ricevute fiscali o se incassavano i soldi senza lasciare tracce degli incassi. Non è la prima volta che a Sulmona e nel circondario vengono scovati falsi dentisti. Già in passato era accaduto a Bagnaturo, a Pratola e in città. Segno di un fenomeno che non trova un freno, nonostante i controlli serrati delle forze dell’ordine.

Claudio Lattanzio

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