Chiuso per ricettazione un negozio “Compro oro”

11 Settembre 2020

Denunciato il titolare accusato di rivendere gioielli scippati a persone anziane Il provvedimento di sospensione della licenza, firmato dal questore, è di 30 giorni

AVEZZANO. Ricomprava da uno scippatore gioielli che poi rivendeva nel suo negozio “Compro oro”. È questa l’accusa mossa dalla Procura nei confronti di un negoziante di Avezzano chiamato ora a rispondere del reato di ricettazione.
Ieri mattina gli agenti del commissariato di Avezzano, sezione amministrativa, hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento di chiusura temporanea di 30 giorni dell’attività di “Compro oro” che si trova nella zona centrale di Avezzano, Nei guai è finito V.M., 44 anni, di origini ucraine.
Il provvedimento di sospensione della licenza, firmato dal questore dell’Aquila, è scaturito dopo una indagine della polizia. La divisione di polizia amministrativa e sociale della questura dell’Aquila, aveva avviato le indagini dopo l’arresto di Mirko Salvati, 30 anni, di Capistrello, individuato come l’autore di alcuneazioni malavitose ai danni di persone anziane.
Tutti scippi avvenuti tra luglio e agosto scorso nella zona centrale della città, episodi che avevano creato notevole allarme sociale soprattutto a causa della violenza esercitata nei confronti delle persone scippate, una delle quali aveva subito la frattura scomposta della mandibola rendendo necessario il ricovero all’ospedale San salvatore dell’Aquila. Dall’attività di indagine è emerso che l’esercizio di “Compro oro” veniva utilizzato per la ricettazione di alcuni preziosi frutto delle rapine.
Le verifiche effettuate successivamente hanno permesso di contestare, inoltre, una serie di omissioni da parte dell’esercente e in particolare la mancata riproduzione e la relativa conservazione delle foto degli oggetti acquistati, nonché la mancata identificazione del cliente. Violazioni che hanno portato all’emissione del provvedimento di chiusura. Per questi motivi il titolare del negozio era già stato segnalato nei giorni scorsi all’autorità giudiziaria per il reato di ricettazione.
La polizia, durante le indagini, era riuscita a scoprire uno degli scippi anche tramite le immagini di videosorveglianza comunale. In un primo momento si era pensato a un investimento accidentale provocato da una bicicletta.
Poi è emerso, invece, che si era trattato di una rapina. La donna aveva riportato, oltre alla frattura della mascella, anche un ematoma alla testa. Una delle catenine recuperate era stata riconosciuta da un’altra donna e riconsegnata. Era quindi scattato l’arresto del marsicano. Ora è arrivato anche il provvedimento di chiusura per il negozio che, secondo l’accusa, comprava e rivendeva quelle catenine d’oro strappate dal collo delle anziane.
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