Chiusura della Porta Santa Grande folla al rito finale

30 Agosto 2022

La celebrazione di ieri sera è stata officiata dal vescovo ausiliare D’Angelo In migliaia l’hanno seguita dal vivo e anche dai maxischermi in piazza Duomo  

L’AQUILA. La Porta Santa della basilica di Collemaggio è stata chiusa ieri sera alle 20.21, il braciere sulla Torre è stato spento dal sindaco Pierluigi Biondi pochi minuti dopo. Ma la possibilità, nella basilica di Collemaggio, di lucrare l’Indulgenza continua fino ad agosto 2023. Non si può dire che la Perdonanza 2022 non abbia riservato sorprese grazie soprattutto alla presenza di Papa Francesco che due giorni fa nel corso della sua visita pastorale ha aperto la Porta Santa. E questa volta, a differenza di quanto era accaduto nelle edizioni precedenti, la vera notizia non è la chiusura della Porta Santa ma il cosiddetto “effetto Francesco”.
Mai tanta gente aveva partecipato al rito della chiusura. La fila per entrare nella Porta Santa, aperta dal Papa in mondovisione, è andata avanti per tutta la giornata. Ieri pomeriggio intorno alle 17 (il rito di chiusura è iniziato alle 18.30) la zona di Collemaggio era punteggiata da una miriade di auto in sosta. Nel parcheggio del terminal a fatica si trovava un “buco”. Ma non c’è stato solo questo. Centinaia di persone hanno seguito la cerimonia anche dai megaschermi sul piazzale della basilica e altre 500 circa si sono posizionate sulla gradonata di recente inaugurata. Nonostante all’interno della chiesa ci fossero molti sacerdoti, si sono create file anche per la confessione.
A celebrare la messa, che ha preceduto il rito di chiusura della Porta Santa, è stato il vescovo ausiliare dell’Aquila, Antonio D’Angelo. L’arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi ieri sera era a Roma per il Concistoro. Ha concelebrato l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari il quale alla fine, quando si è avvicinato alla Porta Santa accompagnato da don Alessandro Benzi, ha ricevuto applausi calorosissimi. Presente fra gli altri il prefetto Cinzia Torraco e rappresentanti dell’esercito e delle forze dell’ordine. Al momento della chiusura, non lontano dal vescovo e dal sindaco, c’era padre Quirino Salomone, rettore della basilica quando nel 1983 nacque la “nuova Perdonanza”. Il rito religioso è stato animato dal Coro città dell’Aquila composto da cantori di numerosi cori cittadini
IL VESCOVO D’ANGELO
Il vescovo ausiliare Antonio D’Angelo nell’omelia ha detto fra l’altro: «In questo giorno in cui noi celebriamo la festa della Perdonanza celestiniana, il calendario liturgico ci ripropone la figura di San Giovanni Battista, il precursore. Nel vangelo viene riportato l’episodio del suo martirio. Dal racconto possiamo cogliere la sua fermezza e fedeltà alla parola della verità. Di fronte a una ingiustizia lui richiama, esorta e non si preoccupa delle conseguenze, infatti viene arrestato e poi decapitato proprio per essere fedele al comandamento del Signore. Lui ci testimonia come è necessario avere uno sguardo chiaro, reale e onesto, prendere coscienza di ciò che si vive e saperne cogliere la verità, riconoscere e scegliere quello che edifica e costruisce una persona vera. Abbiamo bisogno di una verità che ci supera, alla quale fare riferimento e dalla quale attingere la luce e la forza per la vita. La Perdonanza ci riporta proprio a questo, nessuno basta a se stesso, sentiamo la necessità di essere accolti, amati e perdonati, solo nella misericordia troviamo questa forza nuova di vita. Credo che noi come Chiesa aquilana abbiamo questo impegno non solo per noi stessi ma per tutti. Il dono della Perdonanza non va trattenuto ma donato, perché tutti possano sperimentare la luce di Cristo misericordia del Padre».
IL SINDACO biondi
Il primo cittadino a fine celebrazione ha sottolineato che «la chiusura della 728esima edizione rappresenta il suggello a una indimenticabile Perdonanza celestiniana, che ha visto la nostra città proiettata nel mondo, grazie alla preziosa, autorevole e santa presenza di Papa Francesco».
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