Chiusura di neurochirurgia Scatta la mobilitazione

4 Luglio 2016

Iampieri: questo è uno stupro alla Marsica, occuperemo la sede della Asl Di Pangrazio: va salvato almeno il servizio salvavita in caso di ictus

AVEZZANO. Parte la mobilitazione della Marsica per la decisione della Asl di chiudere il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano. Il centrodestra in Regione ha già annunciato una interrogazione al prossimo consiglio regionale, il consigliere regionale Emilio Iampieri ha paventato la possibilità di una occupazione pacifica, insieme ai sindaci del territorio, della sede dell’azienda sanitaria, e il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio ha annunciato che chiederà al manager Rinaldo Tordera e al direttore sanitario Maria Teresa Colizza e a quello del Dipartimento chirurgico, Giovanni De Blasis, un resoconto sulla vicenda tramite una riunione urgente in Comune. Mentre il direttore generale della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, più volte contattato telefonicamente, si è trincerato dietro un muro di silenzio, le prime reazioni alla decisione di chiudere neurochirurgia non si sono fatte attendere. Insieme alla chiusura per tre giorni a settimana del reparto salvavita di Emodinamica, annunciato poche ore prima, lo smantellamento di Neurochirurgia segna un duro colpo all’ospedale di Avezzano e al sistema sanitario marsicano. «Questo è un vero e proprio stupro alla Marsica», ha dichiarato il consigliere regionale di Forza Italia, Emilio Iampieri, «è un atto gravissimo e inaccettabile, ancora più pesante se unito agli altri tagli in atto sulla sanità. Faremo le barricate e proporrò ai sindaci del territorio che vorranno aderire di occupare la direzione generale della Asl. Chiederemo un incontro immediato con il manager», ha aggiunto, «e pretenderemo una giustificazione convincente. In caso contrario occuperemo gli uffici. Questa è una cosa che non può passare», ha sottolineato, «in nessun modo possiamo accettarla e in nessun modo possiamo passarci sopra. Qui si parla della pelle della gente in quello che è il territorio più densamente popolato della provincia che già viene espropriato di uffici pubblici a favore del capoluogo. Ciò che mi stupisce», ha concluso Iampieri, «è che tutto ciò è avvenuto senza una discussione preventiva, ma con un sotterfugio di questo tipo. Nei prossimi giorni ci informeremo per capire cosa c’è dietro e faremo subito una interrogazione al prossimo consiglio regionale». Più possibilista il primo cittadino di Avezzano riguardo alla chiusura per gli interventi programmati. «Sono contrario alla chiusura di Neurochirurgia per quanto riguarda le emergenze e le urgenze», ha spiegato Di Pangrazio, «non voglio un reparto che faccia interventi programmati al cervello, ma che possa invece bloccare ad esempio un ictus, che sia un servizio salva vita. Farò tutte le azioni possibili per questo obiettivo. Questa chiusura è in sostanza una disposizione del primario dell’Aquila, Renato Galzio, che già lo scorso anno aveva provato a soverchiare autoritariamente il reparto di Avezzano. Ero riuscito a bloccarlo, ma ancora una volta ci ha riprovato. Non entro nel merito delle questioni tecniche che verranno affrontate con il gruppo di lavoro medico scientifico che ho costituito ad Avezzano».

Pietro Guida

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