Chiusure alle 20, è atteso il dietrofront

Oggi in Regione il documento dei titolari di bar e ristoranti pronti a dar battaglia contro la proroga delle restrizioni Covid
SULMONA. Oggi è attesa la decisione della Regione sulla proroga o meno dell’ordinanza restrittiva contro la diffusione del coronavirus. In giornata, infatti, si riuniranno prima la commissione Sanità e poi quella dei capigruppo, richieste entrambe dalla consigliera regionale e sindaco di Prezza Marianna Scoccia proprio per affrontare la questione. Da quasi una settimana, infatti, negozi, bar, gelaterie e pizzerie al taglio sono state costrette alla chiusura anticipata dalle 20 dal provvedimento firmato dal presidente Marco Marsilio. Un’ordinanza che non è piaciuta da subito ai gestori dei locali, che hanno dovuto rinunciare ad una grossa fetta, forse la più importante, dei loro incassi. Per questo alcuni di loro hanno organizzato la protesta dell’apertura a mezzanotte e un minuto, tra l’imbarazzo generale delle forze dell’ordine a far rispettare un provvedimento poco chiaro. Per questo oggi la riunione dei capigruppo dei consiglieri regionali si terrà alla presenza di una delegazione dei rappresentanti delle associazioni di categoria, che hanno predisposto un documento da consegnare alla Regione. «Ci devono garantire che il provvedimento scellerato non venga prorogato», interviene Franco Ruggieri della Cna, «certo, poi, dovranno anche dirci chi ci rimborserà le perdite di questa settimana». Sono molto concreti e si apprestano a dar battaglia, dunque, i rappresentanti delle associazioni Cna, Confesercenti, Associazioni albergatori e ristoratori, “Sulmona fa centro”, “Oltre la saracinesca”, “Jamm’ mo’” e “Uniti ripartiamo insieme” che hanno preparato il documento.
«Il provvedimento è apparso assolutamente sproporzionato», incalzano, «e non solo agli operatori, ma anche alla popolazione, alla luce dei numeri emersi dall’esito dei tamponi eseguiti sui residenti in città, che danno lo 0,33% di positivi rispetto ai residenti con pochi casi di ospedalizzazione e nessuno in terapia intensiva. Peraltro, come ha fatto notare lo stesso presidente della Regione appena un giorno prima dell’emanazione del provvedimento restrittivo, si tratta di focolai limitati riconducibili ad eventi privati noti da circa un mese e quindi già attenzionati. Altri contagi sono conseguenti alle funzioni intercomunali di Sulmona, come per la caserma dei carabinieri, il pronto soccorso e il distretto sanitario. Nulla quindi di collegato alle attività commerciali, visti anche i presìdi sanitari di cui si sono dotati e la costante attenzione posta al corretto rispetto delle normative sia da parte del personale che della clientela». I gestori dei locali e le associazioni di categoria, dunque, si aggiungono all’appello lanciato dalla stessa Scoccia e dal sindaco Annamaria Casini di potenziare il personale Asl deputato alla gestione del Covid.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

