Ci sarà un maxi sgombero per disinnescare la bomba

5 Dicembre 2019

Sono interessati i comuni di Pescina, Gioia e Ortucchio in un raggio di 1.800 metri Le operazioni domenica 15. Primi dettagli definiti durante il vertice in prefettura

ORTUCCHIO. Sarà necessario evacuare la popolazione entro un raggio di 1.800 metri dalla cava Santilli di Ortucchio dove, 8 giorni fa, è stata accidentalmente scaricata una bomba tra gli inerti provenienti da un’area nei pressi dell’ex cinema Impero di Avezzano, i cui lavori di scavo sono stati momentaneamente sospesi per le dovute verifiche. Inoltre, questa mattina nel Comune di Gioia dei Marsi verrà aperto il Centro operativo comunale dal quale saranno coordinate le operazioni per il disinnesco e brillamento dell’ordigno bellico che, probabilmente, dovrebbero avvenire domenica 15 dicembre. A partire da oggi, i sindaci di Pescina, Ortucchio e Gioia dovranno censire la popolazione da sgomberare individuando eventuali criticità legate alla presenza di persone disabili o in stato di difficoltà. È quanto deciso ieri pomeriggio in un partecipato vertice nella sala operativa della Prefettura dell’Aquila al quale hanno preso parte il 6° Reggimento Genio di Roma, il questore, i comandi provinciali di carabinieri, Finanza, polizia stradale e vigili del fuoco, Regione Abruzzo, Provincia dell’Aquila, Anas, Enac, Enel, Snam, Cam, Croce Rossa, due geologi e un sismologo. «Si tratta di una bomba americana piuttosto rara, una delle più grandi che si possa trovare», spiega il maggiore Alessandro Garramone, comandante del nucleo artificieri del 6° Genio «l’ordigno, fabbricato nel 1942, pesa 500 libbre, con 120 chili di amatolo, esplosivo paragonabile a 150 chili di tritolo. Il disinnesco e brillamento prevede diverse opzioni di intervento. Come prima cosa, rimuoveremo l’innesco o spoletta in modo da trasformare l’ordigno in un innocuo contenitore metallico di esplosivo da gestire in un secondo momento. Siamo sicuri che il tentativo andrà bene. Seguirà lo spostamento in sicurezza un altro sito di Ortucchio chiamato Pratone, in località Arciprete, dove la bomba sarà interrata in una buca profonda 5 metri e fatta brillare con esplosione controllata». Quest’ultima può essere paragonata a un terremoto di magnitudo 1.5. Gli esperti hanno escluso ripercussioni sulla faglia del Fucino. «Il giorno del disinnesco», conclude il maggiore Garramone, «istituiremo un Centro operativo misto che vedrà in campo tutte le forze dell’ordine, Croce rossa, Anas, Cam, Snam ed Enel. La Statale 83 resterà chiusa fino al termine delle operazioni, mentre occorre valutare alcuni cavi dell’alta tensione e la chiusura di gas e acqua». In attesa di una nuova riunione in prefettura, convocata martedì, la cava in località Le Coste resta presidiata.
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