Ci “spiano” 48 telecamere

Furti, raid vandalici e infrazioni in strada: ecco quartieri e piazze controllate
AVEZZANO. Ci “spiano” 48 telecamere in tutta la città, frazioni comprese. Il Comune ha reso nota la mappa di questo “grande fratello” che mira a garantire una maggiore sicurezza, sia nella lotta alla micro-criminalità sia nel contrasto alle infrazioni al codice della strada. Gli occhi elettronici sono ovunque, gestiti dalla sala operativa della polizia locale: da via XX Settembre a piazza Risorgimento, passando per l’area giochi di piazza Torlonia e fino alle principali rotatorie che regolano il traffico in città.
Passare col rosso al semaforo di via Dei Fiori può costare caro, così come rischiano grosso i teppisti che imbrattano edifici in centro o gli spacciatori di piazza Matteotti.
Un apposito server registra e immagazzina le immagini nell’arco delle 24 ore e per cinque giorni. Il servizio è fornito dalla società P&P dell’Aquila. Il sistema di videosorveglianza comunale è costato circa 150mila euro e si avvale di collegamenti senza fili. Il progetto è stato strutturato in modo da poter essere potenziato con ulteriori telecamere ad altissima definizione, disposte nelle principali vie d’accesso, con possibilità di essere dotate anche di software intelligenti.
«Il sistema di videosorveglianza del Comune di Avezzano», precisa Luca Montanari, comandante della polizia locale e dirigente del settore, «è stato voluto per la tutela e la salvaguardia della sicurezza pubblica e urbana, nonché per la tutela del patrimonio pubblico, la prevenzione e repressione di attività illecite, il controllo e il miglioramento della viabilità urbana e per accertare l’utilizzo abusivo di aree impiegate come discariche di materiali e di sostanze pericolose. L’ambito di azione delle telecamere è indirizzato alle zone di pertinenza pubblica o accessibili al pubblico. Ulteriori telecamere, fisse o temporanee a mezzo di apparecchi mobili, potranno essere installate sul territorio per il perseguimento delle finalità di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, prevenzione, accertamento o repressione dei reati».
Ma nelle ultime settimane ci si è accorti di qualche problema. Le due centrali di controllo delle telecamere si trovano su monte Cimarani e su monte Cervaro. A monte Cimarani si trovano anche numerosi ripetitori di segnali televisivi e radiofonici che causano delle interferenze con i segnali delle telecamere.
«Abbiamo inviato alla ditta una lettera ufficiale per chiedere interventi per il miglioramento del servizio», sottolinea Montanari, «e abbiamo già fatto un incontro con i responsabili di questa società. L’impegno è quello di superare gli ostacoli per garantire un servizio migliore. Nella nostra sala operativa c’è un addetto che in diretta monitora costantemente gli schermi. Ma è ovviamente impossibile stare dietro a tutte le immagini, così viene in aiuto il sistema di registrazione che in caso di segnalazioni ci consente di scoprire eventuali abusi o episodi di criminalità. È dunque fondamentale la segnalazione dei cittadini».
Intanto, va avanti anche il progetto del Comune che consente a privati e aziende di “donare” all’amministrazione una o più telecamere “aggiuntive” a tutela di una zona specifica della città. Tre le donazioni previste, per una spesa minima di 2.300 euro e una massima di 4mila. Le prime richieste di adozione sono arrivate da un gruppo di residenti del centro e da un’azienda privata. Ma come funziona il progetto? La proposta del Comune è rivolta a privati, aziende e comitati di quartiere. Ogni telecamera adottata andrà a incrementare il sistema di telecontrollo. La telecamera dovrà inquadrare uno spazio pubblico, che può anche rivestire interesse per lo stesso privato, come ad esempio la strada della propria abitazione, o azienda, o la piazza del quartiere e centro di aggregazione della comunità locale.
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