Ci vorranno altri 10 anni per la cattedrale

27 Luglio 2020

Il progetto pronto per la fine del 2021 e poi tre lotti per circa 9 anni di lavori. Intanto la Soprintendenza scrive alla Curia

L’AQUILA. Passeranno almeno altri 10 anni prima che la cattedrale di San Massimo possa rivedere la luce. E tutto dovrà procedere secondo i piani, altrimenti i tempi saranno ancora più lunghi.
A far tornare sotto i riflettori la cattedrale è una lettera della Soprintendenza ai Beni culturali, che praticamente impone alla Curia di adoperarsi per la copertura della cupola della chiesa principale della diocesi, altrimenti ciò che resta – affreschi, pavimenti, colonne, decori in genere – saranno destinati a un inesorabile deterioramento.
Ma per la copertura della chiesa occorrono 2 milioni e mezzo, euro più, euro meno. E la diocesi ha risposto picche, per due ordini di motivi: il primo, è che non ha i soldi per un intervento del genere; il secondo, è che con la legge 125 del 2015 la Curia è stata “espropriata” della competenza della ricostruzione post-sisma della cattedrale e di altre chiese – come quella di San Marco, per la quale è in corso una causa – e, dunque, la competenza è dei Beni culturali.
Il progetto di recupero e ricostruzione di alcune parti – come la cupola stessa crollata nel sisma del 2009 – dovrebbe vedere la luce definitiva, per poi procedere all’appalto, entro il 2021. Dopodiché si inizierà – se non ci saranno intoppi – con il primo lotto, da 15 milioni di euro, per la parte strutturale. E ci vorranno oltre 3 anni (perché in genere, come tempi tecnici, si riescono a portare avanti lavori per circa 5 milioni di euro l’anno). Infatti il progetto prevede 1000 giorni per i lavori. Poi bisognerà attendere il secondo finanziamento del Cipe, per altri 15 milioni e per altri 1000 giorni (si è così arrivati a oltre 6 anni, sempre se non ci saranno intoppi), per completare la parte decorativa. Infine, secondo il progetto, sono previsti altri 600 giorni e un altro finanziamento, per completare la parte impiantistica. Si è arrivati, così, sulla carta, almeno a 9 anni. Ma se si considera che la chiesa del Suffragio – il cui iter è andato avanti più velocemente perché c’erano soldi privati – è stata completata in 5 anni anziché i 3 previsti, ecco che per il Duomo, se tutto va bene, a conti fatti e secondo i dati del progetto, ci vorranno almeno 10 anni. Che in totale, da quando si è verificato il terremoto devastante del 6 Aprile 2009, farebbero circa 22 anni.
Di chi le colpe? Giudicheranno i posteri. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua ultima visita all’Aquila e in occasione del decimo anno della ricorrenza del sisma, quando è stata riaperta e inaugurata la chiesa delle Anime Sante, visitò l’interno del Duomo e disse che bisognava fare presto. Invece quella sarà una ferita aperta che gli aquilani saranno costretti a vedere almeno per i prossimi 10 anni.
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