Cialente: a settembre il Comune dell’Aquila tornerà nel centro storico

31 Luglio 2014

L’annuncio a Roma durante la presentazione del Ferrara Buskers Festival che avrà un’anteprima proprio all’Aquila il 21 agosto prossimo. Il ministro Franceschini: la ricostruzione è una sfida italiana

L’AQUILA

«A settembre il Comune dell'Aquila tornerà nel centro storico della città». Ad annunciarlo è il sindaco Massimo Cialente, oggi nel corso della conferenza stampa romana del 27esimo Ferrara Buskers Festival, in programma dal 21 al 31 agosto e che proprio all’Aquila, ancora fortemente segnata dal terremoto, avrà la sua anteprima, il 21 agosto. «Il nostro centro storico - spiega il sindaco alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini - è “ingessato”, ma gli aquilani non possono non andarci, è la nostra identità. Per questo abbiamo deciso di ricostruire innanzi tutto quell'asse centrale. Pochi giorni prima del Buskers Festival, si terranno anche i Cantieri dell'Immaginario, usando come scenografie le impalcature dei restauri». Nel centro storico, prosegue Cialente, «abbiamo già recuperato alcuni palazzi. In particolare, ci hanno offerto di utilizzarne uno in comodato, proprio all'incrocio dei quattro cantoni del Cardine e Decumano. A settembre il Comune vi si trasferirà con le sue tre bandiere issate: quella dell'Aquila, quella italiana e quella della Comunità Europea. All'inizio non sarà facile per gli uffici e per le persone, lì in mezzo ai cantieri. Ma è un segno che il Comune è tornato al centro della città e che il centro storico sta ripartendo. Speriamo in un segno nuovo anche per i ragazzi dell'università, perchè il futuro sono loro».

Il Buskers Festival, aggiunge il ministro Franceschini, «è un'occasione per riaccendere i riflettori su L'Aquila e sul suo patrimonio, che è un pezzo di patrimonio di tutta l'umanità». La ricostruzione, dice, «è una sfida non solo di chi vuole tornarci a vivere, ma di tutti. È difficile, però, affrontare il recupero pensando ai singoli edifici. Serve una dimensione unica, che preveda di far tornare a vivere tutto il centro storico e la città. Nella riforma, abbiamo introdotto una norma per casi del genere, perchè si possa costituire una Soprintendenza speciale per mantenere un'unità progettuale, a prescindere se si tratti di interventi pubblici o privati. L'abbiamo pensata per L'Aquila, vedremo se sarà il caso di applicarla o meno. Il problema - conclude - è quando poi si spengono i riflettori, perché la sfida dell'Aquila è una sfida di tutto il paese».

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