Cialente ai morosi di Piano case e Map: «Basta, ora pagate»

Il sindaco: qualcuno scambia la solidarietà con il privilegio La minaccia: staccheremo i contatori di chi fa il furbo
L’AQUILA. Il sindaco Massimo Cialente annuncia maniere forti contro i morosi che abitano negli alloggi antisismici e minaccia anche di far staccare i contatori. «Sono preoccupato per ciò che sta accadendo», si legge in una nota, «con gli assegnatari di alloggi Case e Map che, fuorviati da prese di posizione politiche sconsiderate da parte di alcuni consiglieri o da nobildonne, e guidati dall’avvocato Corti, si avviano verso una sorta di sciopero fiscale. Mi rivolgo a loro ma, soprattutto, a tutti i cittadini ribadendo e spiegando, per l’ultima volta, come stanno le cose. Le recenti sentenze della Corte dei Conti e del Tar costringono i dirigenti comunali a riscuotere canoni e utenze, nelle forme previste dalle leggi dello Stato, che ha detto basta all’assistenzialismo, nonché in base alle norme dettate dal Consiglio comunale. Per quanto riguarda gli affitti, coloro che erano affittuari in case classificate E, rispetto a cittadini affittuari in Case B e C, hanno la fortuna di pagare canoni irrisori, posto che questi sono di 2,60 euro al metro quadro, arrivando a 1,5 euro al metro quadro a Bagno o ad Arischia (prezzi che non ti farebbe neanche la mamma!). Inoltre la giunta per andare incontro alle situazioni più difficili, ha previsto, per le fasce reddituali più basse, fitti di 15- 25 o, al massimo, 50 euro al mese, indipendentemente dalla cubatura dell’appartamento, costo minore quindi di tre pacchetti di sigarette».
«Non pagare questi affitti», prosegue, «con i cui ricavi si coprono le spese per le manutenzioni dei 5mila 600 alloggi del complesso Case e Map, vuol dire pretendere che tutti gli altri cittadini aquilani, che si pagano i propri affitti e la gestione dei propri appartamenti, si debbano far carico di assistere altri cittadini. Quindi si deve pagare, anche perché, tranne pochissimi reali indigenti totali, credo che tutti possano arrivare a 15 euro al mese. Ripeto ancora una volta che, per tutti gli altri, pagare al massimo per 100 metri quadri 260 euro al mese, nel quartiere di Sant’Antonio, è un privilegio raro rispetto alle altre famiglie, non assegnatarie di alloggi Case e Map, che ne pagano tra 600 ed 800. Quanto al canone condominiale o di compartecipazione, la gestione ordinaria di questi 5mila 600 alloggi, tra Case e Map, si aggira intorno ad una cifra superiore ai 2 milioni l’anno, che il Governo ha deciso di non tirare più fuori, dicendo: “adesso basta”. Lo scorso anno solo per gli interventi sui Map il Comune ha speso oltre 300mila euro, soldi di tutti i cittadini aquilani, ai quali non intendo chiedere di assistere 1.114 nuclei familiari. Anche in questo caso le quote sono peraltro bassissime. Trovo pertanto pretestuoso ed inaccettabile, e il Comune infatti non lo accetterà, che non si paghino queste somme, come peraltro previsto dalla legge. Basta con questo assistenzialismo preteso da alcune persone che scambiano la solidarietà con un privilegio!».
« Per i morosi delle spese di riscaldamento», aggiunge, «per i quali il Comune ha accettato anche una rateizzazione, scatteranno le procedure per il recupero dei crediti, previste dalla legge, nonché gli sfratti. Su questo aspetto non ho alcuna remora. Ogni mese, infatti, arrivano le bollette di Enel Gas, il Comune dell’Aquila sta anticipando le somme, ma le messe in mora che questi signori, non pagando, fanno scattare, fanno maturare interessi che pagano tutti i cittadini. Intendo dire basta! Per questo saremo costretti a sospendere i pagamenti, con il conseguente distacco dei contatori».©RIPRODUZIONE RISERVATA

