Cialente: «Attenti, così il giocattolo si rompe»

21 Febbraio 2017

Il sindaco attacca tutti: sta succedendo qualcosa che non doveva accadere E cioè focalizzare l’attenzione su un nome e non su un progetto politico

L’AQUILA. «Nel Pd c’è un preoccupante abbandono di ogni regola, da Roma all’Aquila. Attenti ragazzi, così il giocattolo si rompe». Non le manda a dire il sindaco Massimo Cialente. E non nasconde la sua irritazione per il balletto di dichiarazioni, smentite, “boutade” su facebook, sondaggi più o meno segreti. Un vortice che ha travolto il Pd.

Sindaco, cosa sta accadendo nel Pd?

«In questi giorni sono impegnato su due fronti: quello nazionale, con il gruppo di Gianni Cuperlo, per tentare di salvare il Partito della sinistra italiana, dove sono saltate tutte le regole congressuali e il senso di un progetto comune. È in corso una scissione legata ai mesi di preparazione del congresso, siamo all’assurdo. All’Aquila sta succedendo la stessa cosa».

Tira aria di bufera anche nel Pd aquilano?

«C’era un disegno ben preciso per avviare un ricambio generazionale, con la presenza di Pierpaolo Pietrucci in Regione. Alcune cose stanno saltando. Mi riferisco, per esempio, al sondaggio per la candidatura a sindaco».

Qualcuno ha messo in dubbio che il sondaggio sia stato effettuato.

«Il sondaggio c’è, ma non ho avuto il piacere di leggerlo. Scopro che importanti e prestigiosi esponenti di questo partito, che hanno retto la città nel momento più difficile, non sono neppure stati presi in considerazione nel sondaggio e non ne conoscono i risultati. Trovo allucinante che non ne abbia discusso prima il gruppo dirigente, se c’è ancora un gruppo dirigente».

Un richiamo all’ordine?

«Qualcosa di più. Fermi tutti, bisogna tornare alle regole, Il sindaco dell’Aquila si sceglie qui: è una partita che giocheranno gli aquilani. Ho sempre detto che le primarie sono un passaggio fondamentale, credo che convenga farle anche in questa fase. Ma sta succedendo qualcosa che non doveva accadere: focalizzare l’attenzione su un nome e non su un progetto politico».

Vuole dire che manca un programma nel centrosinistra?

«Vinceremo perché abbiamo amministrato bene, ma si sta sbagliando anche all’Aquila. La città è in una fase più difficile del 2012, quando c’erano entusiasmo e voglia di fare. Oggi le scosse di terremoto e le dichiarazioni della Commissione grandi rischi stanno soffocando la speranza. E, in tutto questo, a cosa sta pensando il centrosinistra? Sento di dover fare un forte richiamo a tutti: no ai personalismi o rischiamo di spaccare il partito e la coalizione».

Dov’è l’errore?

«Non sento parlare di programmi, solo di candidature. Si sta giocando una partita in cui stanno saltando tutte le regole, con il rischio di minare una squadra forte, che è stata capace di andare avanti bene. Dobbiamo sederci intorno a un tavolo di coalizione e capire chi c’è davvero e chi invece no». (m.p.)

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