Cialente: «L’accordo caserme non scioglie tutti i nodi»

8 Dicembre 2017

L’AQUILA. «Fuffa per fuffa si governa la città». L’ex sindaco Massimo Cialente non fa cadere nel vuoto le accuse del direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, Pd, che durante la...

L’AQUILA. «Fuffa per fuffa si governa la città». L’ex sindaco Massimo Cialente non fa cadere nel vuoto le accuse del direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, Pd, che durante la presentazione del protocollo per la riorganizzazione delle caserme cittadine si è lasciato scappare: «L’amministrazione Cialente rimandava sempre la questione», mentre quella nuova di centrodestra del sindaco Pierluigi Biondi «ha dato un nuovo impulso».
L’ex primo cittadino, ieri, ha affidato a Facebook le sue considerazioni sulla vicenda. «Con gran risonanza sulla stampa, è stato firmato l’ennesimo protocollo d’intenti tra ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Comune dell’Aquila, Regione Abruzzo. Si sono scordati la Provincia, che è quella che dovrebbe ricostruire le scuole superiori nel sito della caserma Rossi, ma ormai è così, fuffa per fuffa, si governa alla giornata», scrive l’ex sindaco.
Nel ricostruire nel dettaglio la vicenda ormai annosa delle caserme, Cialente sottolinea le tante difficoltà incontrate. «Perché ancora non si chiude l’accordo per il passaggio della Rossi al Comune? Nell’ultimo incontro ufficiale sono emersi due problemi. Il primo è che la Difesa si dice disposta a lasciare la Rossi solo se qualcuno paga il trasferimento dell’officina dei mezzi alla Campomizzi (oltre 10 milioni) e se, da subito, si liberano gli alloggi che attualmente ospitano gli studenti. Il secondo che l’Adsu affermò di non avere alcuna intenzione di lasciare, mai, quelle strutture. Il protocollo non scioglie questi nodi, se non per un generico impegno della Regione (non dell’Adsu) a realizzare nuovi alloggi (Dove? Quando? Quanti letti?) e per un ipotetico impegno del Comune a trasferire con propri fondi l’officina dei mezzi militari». Poi la stoccata finale: «Forse Reggi ha ragione: io sono stato molto cauto. Questo perché le cose le voglio fare bene, precise, e una volta per tutte, con la sicurezza di non aprire altri fronti, in primis con gli studenti universitari che dobbiamo trattare con grande rispetto». (m.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.