Ciani: quei due treni, scenario infernale

14 Luglio 2016

Il capo dei vigili di Bari ha lavorato all’Aquila: emergenza assoluta, come in caso di sisma

L’AQUILA. Uno scenario infernale quello che è apparso agli occhi dei vigili del fuoco che martedì sera sono corsi sul luogo della tragedia ferroviaria che ad Andria ha ucciso 23 persone, ferendone almeno 52. Un ammasso di metallo su cui è stato difficile procedere anche per chi, come il comandante dei vigili del fuoco di Bari, Vincenzo Ciani, ha alle spalle tanti anni di servizio. Alcuni trascorsi all’Aquila, dove dal settembre 2011 al settembre 2014 ha comandato i vigili del fuoco, quegli “angeli del terremoto” che hanno sfidato crolli e case pericolanti all’indomani del sisma. Dal 2014 Ciani comanda i vigili di Bari, risponde al telefono alle 10 del mattino, a bordo di uno dei mezzi che lo sta portando sul luogo della tragedia. «Stiamo procedendo verso questa grande massa metallica», dice a telefono con la comunicazione che va e viene, «che si è determinata a seguito dell’impatto, perché non possiamo escludere che non ci siano altre persone tra le macerie dei convogli. Siamo intervenuti con il dispositivo di soccorso ordinario», racconta, «ieri i primi a intervenire sono stati gli uomini dell’equipaggio dell’elisoccorso imbarcato sul nostro elicottero. Sono stati loro i primi a soccorrere le persone». Hanno tirato fuori dall’inferno di lamiere il piccolo Samuele, 7 anni: «Cercava la mamma», dice Ciani, «ma il piccolo era con la nonna, poi trovata, purtroppo, tra i deceduti». I genitori, che erano a Milano, lo hanno riabbracciato ieri mattina. Uno scenario molto simile a un incidente aereo quello che è apparso nell’immediato agli occhi dei vigili, per l’impatto molto violento «tanto che alcuni frammenti sono finiti anche a distanza», procede il comandante dei vigili, «un contadino che era nel suo uliveto è stato colpito da una scheggia e ucciso». Difficile intervenire, per le alte temperature, anche per uomini abituati «a procedere a testa bassa in casi di simili tragedie», perché nei momenti più caldi si è sfiorato i 40 gradi di temperatura, con la necessità di avvicendare gli uomini. Lo stesso presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha chiesto a Ciani notizie sulla situazione. Come si procede in simili casi? «A testa bassa nell’immediato, c’è l’abitudine a convivere con scenari tragici, l’attitudine a convivere con lo stress emotivo fa parte del bagaglio professionale e del dovere, come è stato all’Aquila, negli anni comunque difficili del post-sisma». (m.g.)

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