«Ciao Carlo, ci mancherai»

Celebrati i funerali del 37enne, l’ultimo saluto degli amici
AVEZZANO. «Il nostro fratello Carlo è volato con gli angeli e adesso ha trovato la pace che il suo cuore cercava». Sono queste le parole di don Vincenzo De Mario, parroco della Madonna del Passo, che ieri mattina ha celebrato i funerali di Carlo Luciani. Tante persone hanno voluto esserci per dare l’ultimo saluto al 37enne di Avezzano, morto dopo una caduta dal tetto di un palazzo nel centro della città.
«Se le parole in questo caso muoiono con chi se ne va, la speranza non lo fa» ha continuato il sacerdote, che durante l’omelia più volte si è rivolto ai genitori di Luciani, Ilvio e Caterina, seduti al primo banco della chiesa, nel loro dolore inconsolabile.
«A voi si stringe tutta la comunità di fedeli di questa parrocchia» ha detto il sacerdote «a te Livio, centurione nella nostra Passione, Dio dia la forza per andare avanti».
Don Vincenzo ha concluso l’omelia con il racconto di un episodio della vita del Santo Curato d'Ars (Francia), protettore di tutti i parroci. Di quando una donna disperata si è rivolta a lui perché suo figlio era morto volando giù da un ponte. «Il Signore ha fatto a lui la grazia dalla parete all’acqua» ha spiegato, «per lui ci sarà il perdono perché Dio gli ha dato la luce».
«Carlo era un ragazzo serio, disponibile e soprattutto sportivo» il ricordo di Stefania Giola e Danilo Mancini, presidente e vice presidente della Asd MarsiCalcioBalilla di cui il 37enne faceva parte da tanti anni, «hai conosciuto l’ebbrezza delle vittorie e l’amarezza delle sconfitte ma eri animato da quello spirito tanto caro a De Coubertin per il quale l’importante non è vincere ma partecipare. Non ti interessava essere un campione ma divertirti col calciobalilla e vivere la favola dello sport. Non ti dimenticheremo mai». (m.t.)
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