«Ciao Marisol, eri allegra e davi amore»

7 Settembre 2016

Il dolore di mamma e papà ai funerali celebrati dal parroco di Sassa. La piccola bara bianca accompagnata dai pompieri

ASCOLI PICENO. Le chiarine e i tamburi con i loro suoni, le bandiere con i colori: Marisol li amava tanto e ieri, per volere della famiglia, l’hanno accompagnata nel suo ultimo viaggio terreno, facendo a tratti dimenticare dolore e lacrime. E a “scortare” la bara bianca della più piccola vittima del terremoto del 24 agosto c’erano i vigili del fuoco, veri eroi di quest’ennesima tragedia.

Il rito funebre di Marisol Piermarini, 18 mesi appena, è stato celebrato nel chiostro di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno, nel sestiere Piazzarola. Tutti i sestieri della città marchigiana hanno partecipato con i loro gonfaloni listati a lutto.

Il 27 agosto nella palestra di Monticelli c’era stato già un funerale solenne per le vittime marchigiane del sisma, ma non aveva potuto partecipare la madre della bimba, Martina Turco Sciasciara, originaria di Lucoli, nell’Aquilano, rimasta gravemente ferita nel sisma.

Dopo il terremoto del 6 aprile 2009, Martina Turco aveva deciso di lasciare il capoluogo abruzzese per trasferirsi nelle Marche. Ieri la donna era seduta in prima fila con il compagno Massimiliano Piermarini. Entrambi con le ferite lasciate dal terremoto.

La famiglia si trovava in vacanza ad Arquata del Tronto quando la scossa ha sbriciolato la cameretta dove dormiva la bimba.

«Marisol aveva sempre un sorriso per tutti», il ricordo della madre Martina, «era allegra, gioiosa, e dava amore sincero a tutti quelli che conosceva. Aveva i suoi capricci da bambina molto piccola, ma bastava prenderla nella maniera giusta e tornava a sorridere e ad abbracciare tutti. La sua adesso è solo un’assenza fisica ma non un addio. Perché so che con lei ci riabbracceremo».

Molti i parenti e gli amici arrivati dall’Aquila e da Lucoli. Il rito funebre è stato celebrato dal parroco di Sassa, frazione dell’Aquila, don Juan de Dios Vanegas Gallego, il prete argentino che solo pochi mesi fa aveva battezzato Marisol.

Il padre della piccola aggiunge: «Era un lampo di gioia, per noi genitori e tutti i parenti e i nostri amici. Ci ha migliorato la vita nel tempo in cui è stata con noi, e in questo modo la dobbiamo ricordare. Penso che non dobbiamo essere tristi, perché lei non vorrebbe il nostro pianto. Lei ci dava gioia e amore, e così dobbiamo fare in modo di pensarla».

Alle parole del papà Massimiliano un lungo applauso ha quasi sciolto la tensione emotiva che nell’ampio chiostro medievale della chiesa si era creata. Dal padre parole di ringraziamento ai vigili del fuoco per il lavoro nei momenti drammatici seguiti al crollo della loro casa e al salvataggio suo e della compagna. «Li ringrazio tutti perché grazie a loro abbiamo subito riavuto Marisol, anche se non più in vita», conclude, «un gesto importante e che abbiamo molto apprezzato. Non ci dimenticheremo di questo».

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